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La prima dichiarazione del candidato presidente del M5S

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“Abbiamo fatto il possibile e ce l’abbiamo messa veramente tutta per salvare l’alleanza, pur in un quadro nazionale mutato e quasi impossibile, ma il Pd, arrogante, è rimasto arroccato sulle sue posizioni. Il partito democratico siciliano si è mostrato tale e quale a quello nazionale, col quale era venuta completamente meno la fiducia. Con queste premesse continuare a portare avanti un’alleanza che giorno dopo giorno reggeva solo sulla carta era praticamente diventato impossibile. Se si creano tutte le condizioni per una rottura, poi si devono accettarne anche le inevitabili conseguenze. Giuseppe Conte ha solo tirato le somme”.
Lo afferma Nuccio Di Paola, referente per il M5S Sicilia e neo candidato in Sicilia alla presidenza della Regione per il M5S.
“Adesso, con forza – continua Di Paola – dobbiamo ripartire subito per dare una possibilità alla Sicilia. Correremo non da soli, ma con i siciliani, come abbiamo sempre fatto in passato con ottimi risultati, che arriveranno anche questa volta, consci come siamo che per l’ennesima volta saremo dalla parte giusta, quella del cittadino, che abbiamo messo sempre al centro della nostra azione politica. Ringrazio Conte per avermi scelto come candidato presidente. Darò il massimo per ripagarlo di questa fiducia”.

“Voglio puntualizzare – aggiunge Di Paola – che Giuseppe Conte non ha mai chiesto, né ha mai avuto sondaggi sugli scenari elettorali siciliani tra le mani: la notizia per cui il M5S ha rotto in Sicilia per vantaggio elettorale è falsa, usata probabilmente per distogliere l’attenzione dal tema degli impresentabili del Pd”.

“Ci dispiace – conclude Di Paola – per Caterina Chinnici, persona corretta, ma probabilmente anche lei vittima del comportamento arrogante del Pd”.

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Politica

Saranno finanziati con 76 milioni del Pnrr 565 progetti di rigenerazione del patrimonio rurale

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Masserie, casali, case coloniche, stalle, mulini, frantoi o anche piccole chiese di campagna potranno ritornare a essere presìdi vivi del territorio. L’assessorato ai Beni culturali e all’Identità siciliana ha pubblicato l’elenco definitivo dei 565 progetti di recupero del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale ammessi al finanziamento. Le risorse sono corpose, 76 milioni di euro provenienti dai fondi del Pnrr. Per l’assessore Elvira Amata «si tratta di un’importante misura di contrasto al degrado ambientale e culturale».

Il Deputato Regionale e  Vicepresidente della Commissione Attività Produttive di FdI Giuseppe Catania esprime soddisfazione per l’approvazione, da parte del governo Schifani, del consistente pacchetto di Aiuti alle imprese siciliane finalizzato ad affrontare il caro-bollette dell’energia che rischia seriamente di minare la redditività del tessuto produttivo con conseguenze nefaste sul piano della tenuta sociale.
“L’intervento a sostegno- dice Catania – è stato possibile grazie all’approvazione, nella giunta regionale di qualche ora fa, che ha consentito la  riprogrammazione di 365,7 milioni del Piano di sviluppo e coesione 2014-2020 destinandoli al sostegno delle aziende.
Nello specifico 250 milioni saranno gestiti a questo scopo dal dipartimento delle Attività produttive, 70 da quello dell’Agricoltura e 45,7 da quello delle Finanze e del Credito. In più, approvata anche la moratoria sui mutui concessi dall’Irfis.
In breve tempo, i dipartimenti predisporranno gli avvisi per erogare i benefici. 
Bene anche l’ipotesi, già allo studio, di avvio – entro breve termine – di un altro imponente piano di aiuti per le famiglie.
Seguirò con attenzione il lavoro degli uffici regionali al fine di accelerare quanto più possibile il trasferimento degli aiuti alle nostre imprese”.

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Casano lascia la casa di riposo Antonietta Aldisio

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Carmelo Casano lascia l’incarico di commissario dell’Ipab Aldisio.

Un incarico conferitogli dal governo Musumeci in un momento particolare della storia della casa riposo.

Un grande impegno profuso in questi mesi per rendere un buon servizio agli anziani.

Casano lascia per sopraggiunti motivi familiari. Il suo rammarico è di non avere potuto vedere appaltati i lavori per l’efficientamento energetico dei locali con un finanziamento da 1 milione di euro.

Al Comune sono da tempo arrivate le buste con le offerte delle ditte e i tempi di conclusione stringono: un anno appena.

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“Una buona idea” molla Greco, non si fida della nuova Dc ma non vuole il commissario

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Nel gran marasma della politica locale arriva la posizione dei fedelissimi (ormai ex) del sindaco che si sentono traditi da lui , lo mollano ma pur di non lasciare la città ad un commissario, vorrebbero che non si dimettesse.

Che caos nella politica locale. Hanno fondato tre anni e mezzo fa il progetto civico e il loro leader Terenziano Di Stefano fece un passo indietro rispetto alla candidatura a sindaco per fare spazio a Lucio Greco.

Oggi, con l’azzeramento della Giunta, il gruppo di Una buona idea prende atto che quel progetto è finito. La responsabilità la attribuiscono a Greco perché <abbiamo cercato in tutti i modi -ha detto il consigliere Rosario Faraci di convincere il sindaco a non accogliere la proposta di chi voleva l’azzeramento. Ma non ci ha ascoltato>.

 Al movimento guidato dal segretario Rino Licata non sono andate giù tante cose: in primis il fatto che il sindaco si è fidato della nuova Dc forza politica dell’ultima ora e non di chi ha fondato con lui il progetto premiato dai cittadini. Non si fidano della nuova Dc: temono che stia barando per portare la città al commissariamento e farla reggere da un commissario scelto dal loro assessore regionale agli Enti locali. E sospettano che qualcuno dall’esterno voglia   mettere le mani su una città destinataria di 200 milioni di euro di finanziamenti.

 Per “Una buona idea” si poteva governare con l’appoggio dei dieci consiglieri di riferimento, non era necessario azzerare la Giunta. Ma Greco si affidato alla nuova Dc. Se si farà una nuova Giunta Di Stefano e i suoi hanno detto chiaro e tondo che non necessariamente saranno presenti in Giunta. Ma neanche abbandoneranno la città. Saranno responsabili fino alla fine.  In altri termini: potrebbero dare un appoggio esterno.

 Le trattative però sono impantanate e se non si formerà un nuovo governo allargato Greco non dovrà pensare di poter ritornare al quadro di prima. Ha perso insomma i “fedelissimi”.  Non lo hanno detto chiaramente ma il rapporto  del gruppo con Greco è finito. Non potrà cercare Una buona idea per eventuali ricandidature.

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