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Attualità

Sindaco a fianco delle associazioni culturali e sportive colpite dalla malavita

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In riferimento ai due gravi episodi che si sono registrati nelle ultime ore in città (il raid di sabato notte a Santa Maria di Gesù e il rogo di questa notte a Macchitella, con le fiamme che hanno danneggiato il pulmino utilizzato da una scuola calcio locale) arriva la condanna del sindaco dei vili gesti. “Hanno colpito due realtà, l’associazione Amici della musica ‘Giuseppe Navarra’ del maestro Crocifisso Ragona e una scuola di calcio – dice il primo cittadino- che ogni giorno si spendono per innalzare il livello della cultura e dello sport a Gela, con passione, sacrifici e dedizione. In entrambi i casi è stata sporta denuncia e sono state avviate le indagini, e l’augurio è che si possa arrivare quanto prima all’individuazione dei responsabili. Ripongo la massima fiducia nelle Forze dell’Ordine, e so che terranno in considerazione ogni più piccolo elemento per far luce su quanto è successo.La condanna da sola, però, non basta. Non posso non interrogarmi su cosa stia succedendo nella mia comunità e sulla reale sussistenza di un allarme sociale che fa si che il pensiero corra subito allo scenario delineato dalla Dia nella sua ultima relazione, e a quel tristemente famoso 60% di danneggiamenti che Gela detiene a livello provinciale.
Attendiamo che le indagini facciano il proprio corso e ci dicano chiaramente cosa è accaduto, ma se, ancora una volta, dovesse emergere che c’è dietro la mano di qualcuno armato di cattive intenzioni che intende lanciare messaggi intimidatori, sappia che il livello di attenzione è massimo e che le Istituzioni faremo tutto quanto è in nostro potere per difendere la città.Reitero, come sempre, l’invito a chiunque abbia visto o sentito qualcosa di denunciare, anche in forma anonima. Mai restare indifferenti o voltarsi dall’altra parte. Il riscatto di una comunità passa anche dalla sua sete di giustizia e dalla sua fame di legalità”

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Attualità

Ricorrenza Strage di via D’Amelio

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Oggi ricorre il 32º anniversario della strage di via D’Amelio, un evento tragico che ha segnato profondamente la nostra nazione. In questa giornata simbolo per la lotta alla mafia, il Sindaco Terenziano Di Stefano e il Presidente del Consiglio Comunale Paola Giudice desiderano esprimere il loro profondo ricordo e omaggio alle vittime di questo vile attentato.

Il 19 luglio 1992, il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta persero la vita per mano della mafia. Il loro sacrificio rappresenta un monito e un esempio per tutti noi, un invito a proseguire con determinazione e coraggio nella battaglia contro ogni forma di criminalità organizzata.

“Il Consiglio Comunale si stringe in un abbraccio solidale alle famiglie delle vittime, condividendo il dolore e la memoria di quella tragica giornata, ha dichiarato il Presidente del Consiglio Paola Giudice.”

“Ricordare Paolo Borsellino e i suoi uomini significa anche rinnovare il nostro impegno quotidiano per la legalità, la giustizia e la libertà affinché la loro memoria sia sempre viva”, ha detto il Sindaco Terenziano di Stefano.


“Il ricordo degli eroi del nostro Paese è la base per il nostro futuro, così come la ricerca della verità. Tutti abbiamo il dovere di tramandare alle successive generazioni il sacrificio di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina“. 

A dichiararlo è il vice presidente dell’ARS Nuccio Di Paola, presente nelle scorse ore alla deposizione della corona alla Caserma Lungaro della Polizia di Palermo, in occasione del 32esimo anniversario della strage di Via d’ Amelio.
“Istituzioni e cittadini – dice Di Paola – devono incentrare la propria vita alla legalità ed al rispetto del prossimo. La lotta alla mafia ed alla criminalità deve essere una priorità per il nostro Paese” – ha concluso il vice presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Nuccio DI Paola.

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Lirio Conti e il ricordo di Paolo Borsellino, “un esempio per tutti noi”

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“Paolo Borsellino, grande uomo di Stato, è un martire. Il suo sacrificio è la dimostrazione di un innegabile senso del dovere. Forte e deciso, possedeva un’eccezionale capacità nel suo lavoro. Intuitivo, serio, dedito ad ogni particolare. Le sue spiccate doti lo hanno reso un esempio per tutti noi…”

Così Lirio Conti, magistrato della sezione Gip-Gup del Tribunale di Palermo con un’esperienza ultradecennale al Tribunale di Gela e successivamente a quello di Caltanissetta, nel giorno del ricordo della strage di via D’Amelio, in cui 32 anni fa persero la vita il giudice e cinque agenti della scorta.

Parlava di esempio per tutti noi…

“Assolutamente si. Siamo tutti consapevoli della gravità dell’accaduto. Le persone perbene e soprattutto i giovani, mostrano di voler raccogliere il testimone lasciato da Borsellino. La partecipazione alle manifestazioni contro la mafia rappresenta una costante ricerca di un approdo alla legalità che ci fa ben sperare per il futuro. Quello che conta è però la sincera condivisione dei valori di fondo perché le dichiarazioni di sola facciata lasciano il tempo che trovano…”

Sono passati 32 anni dalla strage e ancora si registrano troppe zone grigie. C’è bisogno di verità, la stessa che finora è stata ostacolata da depistaggi…

“E’ una vicenda che presenta tuttora aspetti opachi ma le indagini continuano. Sarebbe importantissimo che i processi riuscissero a dare una risposta esaustiva”.

Paolo Borsellino ha più volte ipotizzato la collusione di apparati dello Stato con la mafia.

“Il sospetto era forte e ovviamente si tratta di comportamenti inaccettabili”.

Borsellino è stato tradito?

“Non posso affermarlo con assoluta certezza. Dico soltanto che ci sono stati alcuni comportamenti non limpidi da parte di chi avrebbe dovuto stare dalla parte della legalità…”

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Emergenza siccità, vietata la pesca nelle acque interne del territorio

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Caltanissetta – Il Commissario Straordinario del Libero Consorzio di Caltanissetta, Dorotea Di Trapani, ha firmato una ordinanza, inviata per conoscenza a tutti i sindaci della Provincia, con cui vieta la pesca in tutte le acque interne del territorio.

L’ordinanza avrà efficacia fino al 30 settembre 2024 ed è finalizzata  a tutelare la fauna ittica acquatica in questo particolare periodo di siccità, interessata da una eccezionale ondata di calore e da una perdurante mancanza di precipitazioni atmosferiche che di conseguenza riducono il flusso idrico negli invasi.

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Direttore Responsabile: Giuseppe D'Onchia
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