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Sullo sviluppo serve incontrarsi non dare disponibilità a parole

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La segreteria del PD locale si è riunita ieri sera per analizzare alcune questioni politiche e rilanciare i temi, ossia agricoltura e industria, su cui è stato proposto nella settimane scorse all’attuale amministrazione di aprire un confronto leale , anche con la partecipazione delle altre forze politiche .
“In particolare, nonostante l’apertura formulata nei giorni scorsi dal Sindaco – dice il segretario Siragusa – non abbiamo notato un vero e proprio passo in avanti nel verso auspicato , con la conseguenza, da noi percepita, che un silenzio su questi temi equivale ad un aggravio delle condizioni economiche del nostro tessuto sociale e economico”. Il Pd chiede un confronto urgente e elenca le sue proposte: i agricoltura il riuso delle acque reflue, per l’industria lo yard e il collegamento dalla strada consortile con la Gela Catania e Gela Vittoria. I Dem lanciano una proposta pure riguardo alla carenza di personale al Comune: riaprire i termini del bando drl Dicembre 2000 e contestualmente modificarne il contenuto in ordine alle prove da espletare, riducendoli, così come avvenuto (e avviene) nel 90% dei concorsi attuali per le medesime posizioni, in un’unica prova scritta.
” Siamo speranzosi che su questi temi, chi oggi governa la città, non si faccia ingabbiare dalla logica opposizione- maggioranza che tanto è cara a chi ritiene che il futuro di una comunità, dipenda dai giochi di palazzo o dalla capacità, che si ha, di trasformare i diritti in bisogni con tutto quello che ne concerne . Ribadiamo che le nostre scelte politiche non sono in discussione , e che nulla hanno a che vedere con la disponibilità al dialogo su temi che riguardano il futuro della nostra Città”- conclude il segretario Pd.

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La maggioranza obbedisce al sindaco ed approva il regolamento su case abusive

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La maggioranza del sindaco Greco , sia pure risicata, passa il banco di prova della seduta consiliare sul regolamento sugli immobili abusivi che viene approvato con 11 voti favorevoli , 4 contrari ed un astenuto.Greco aveva detto chiaro e tondo ai suoi la sera prima che non avrebbe tollerato sgambetti e così è stato. Non senza sofferenza. I numeri per fare a meno dell’opposizione ancora non ci sono.Forza Italia era dimezzata e il capogruppo Trainito non è rimasto fino alla fine.Nelle fila dell’opposizione assenti i due consiglieri Scerra e Bennici coinvolti nell’inchiesta ” Avaritia”. La seduta ha vissuto un momento delicato quando il capogruppo di Un’altra Gela Giuseppe Morselli ha presentato un nuovo articolo   il 6 bis che  consente il diritto di abitabilità a chi ha costruito le case abusive facendo leva su una circolare regionale del 2020.C’era il parere contrario della dirigente del patrimonio Simonetta Guzzardi  ( leggi e sentenze puntano sulla demolizione delle case abusive , altri usi sono eccezionali e .molto limitati) mentre il segretario generale ha dato un’interpretazione più possibilista. La maggioranza  è andata avanti sulla sua linea : con dieci favorevoli 4 contrari e 3 astenuti l’articolo più delicato è stato approvato. La maggioranza è uscita dall’aula stavolta senza la solita sconfitta ma i problemi interni restano ancora in primo piano.

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Sammito dopo l’inchiesta “Avaritia” interviene sulla rabbia diffusa contro la politica

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“Il mio silenzio, fino ad oggi, su quanto accaduto e che vede coinvolti due consiglieri Comunali dell’assise civica della quale sono Presidente e Don Tandurella ,è silenzio ossequioso nei confronti di chi è naturalmente deputato a svolgere le ordinarie indagini in uno stato di diritto, ed è silenzio ossequioso nei riguardi della Giustizia in quanto tale e in generale che certamente farà il suo corso e farà luce sui fatti”: lo scrive il Presidente del consiglio Totò Sammito riferendosi all’inchiesta ” Avaritia” che ha coinvolto i consiglieri comunali Bennici e Scerra. Sammito aggiunge: “quel che nell’esercizio delle mie funzioni vorrei però dire, senza per questo sconfessare la premessa iniziale che comunque informa in ogni caso il modo di vivere il mio ruolo istituzionale e quindi anche il mio approccio a fatti delicati ,che ben mi guardo dall’analizzare non essendoci ancora alcuna sentenza , è che i fatti che si contestano ai due consiglieri comunali riguardano il presunto esercizio della loro attività professionale e non già politica . La precisazione parrebbe inutile lo so ma registro una rabbia diffusa della popolazione contro la politica locale o la politica in generale la quale, secondo un pensiero per fortuna non dominante, sarebbe sempre sporca e macchiata da ogni forma di attività illecita, delittuosa, criminosa e invece l’assise civica della quale mi pregio esser Presidente, è luogo naturalmente deputato a ricevere le istanze della Città non sempre, lo sappiamo bene, senza scontri anche accesi ma comunque sempre nel rispetto delle regole e sempre orientando l’attività a non intaccare mai qualsivoglia precetto o legge. È evidente , e non potrebbe essere diversamente , che in ogni caso il nostro vivere debba essere improntato ai valori della giustizia alla quale, in ogni caso e per qualsiasi vicenda, io crederò sempre”

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Fiamme a Settefarine e tragedia evitata per un pelo

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Tragedia sfiorata a Settefarine. Un operaio stava lavorando sui pali dell’illuminazione del campetto di Settefarine quando è scoppiato a pochi metri un incendio. Ignoti hanno appiccato il fuoco alle sterpaglie e il vento ha favorito il propagarsi velocissimo delle fiamme fino a raggiungere il cestello del mezzo in uso all’operaio che è riuscito in tempo a fuggire e ad evitare la peggio. “Non ne possiamo più- dice Totò Terlati componente del comitato di quartiere- siamo in balia di delinquenti che appiccato il fuoco in più zone del quartiere mettendo in pericolo la nostra salute ed incolumità e di un’amministrazione che il problema non lo vuole risolvere. Basterebbe incaricare in tempo delle ditte per la pulizia dei lotti liberi e poi addebitare i costi ai proprietari.Inviare loro l’ordine di pulire i lotti ora non serve a nulla”. Intanto ieri per un pelo non è finita male .L’unico danno l’ha subito il mezzo su cui l’operaio lavorava.

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