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Firma fondi FSC con Meloni e Schifani. Damante : “Somme che spettano già ai siciliani”

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Roma – “Indecente è il giro elettorale che sta facendo Giorgia Meloni, con la complicità di Renato Schifani in Sicilia, che spaccia come una gentile concessione i 5 miliardi di Fondo Sviluppo e Coesione destinati alla nostra regione.

La Sicilia è sempre stata una tra le regioni meno sviluppate d’Europa ed è stata Obiettivo 1 e oggi Obiettivo di Convergenza e quindi ha sempre ricevuto miliardi di fondi della politica di Coesione, il problema è stato semmai come sono stati o non sono stati spesi. Schifani pensi piuttosto a impegnare subito e bene questi fondi”. 

A dichiararlo è la senatrice del Movimento 5 Stelle Ketty Damante, componente della Commissione Bilancio a Palazzo Madama, a proposito dell’annuncio dell’arrivo della premier Giorgia Meloni in Sicilia per la firma dell’accordo di utilizzo del Fondo Sviluppo e Coesione. 

“La nuova governance proposta dal ministro Fitto – spiega Damante – è addirittura più stringente per il territorio considerando che in precedenza si dava spazio alle Regioni di progettare come e dove impiegare tali fondi, oggi invece è il governo nazionale che commissaria le Regioni imponendo come spendere tali risorse: In Sicilia infatti destineranno un miliardo e 300 milioni di euro per il Ponte sullo Stretto ed altri 800 milioni di euro per gli inceneritori.

A tal proposito, nel DL Coesione all’articolo 14 si prevede che all’interno delle risorse stanziate sui termovalorizzatori, il presidente Schifani può assumere direttamente fino a 4 consulenti.  Inoltre il DL sud impone alla Regione di programmare e spendere le risorse entro un anno, pena il ritorno a Roma delle somme stanziate. Un’utopia per la nostra Regione che vede il governo Schifani impegnato solo in campagna elettorale e non sul territorio a rispondere alle istanze dei siciliani. Il 27 maggio, al contrario di Schifani, i siciliani hanno ben poco da festeggiare” – conclude la senatrice Cinquestelle.

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La Dc all’on. Di Paola: ”si rassegni al risultato disastroso”

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L’on. Di Paola invita la città a non votare la Cosentino perché sarebbe come consegnare la città a Cuffaro. E la Dc con il dirigente nazionale Barranco e i vertici provinciali reagisce.

“L’onorevole di Paola sta attraversando momenti politicamente difficili e sta vivendo uno stato di grande frustrazione .
Lo comprendiamo! Vedere ridotto nella propria città il suo movimento ad una forza irrilevante che per raggiungere il quorum del 5% deve ricorrere a figure estranee ai 5 stelle , ha l’effetto di provocare sconforto e delusione.

Cerchi di trovare le ragioni di questo risultato disastroso ed eviti di occuparsi di Cuffaro, personalità ben al di sopra della sua portata, sia per sensibilità umana e politica sia per la capacità di sapere interpretare i bisogni della nostra terra. Certe posizioni espresse da uno come Di Paola non ci sorprendono. Ci disturba invece il fatto che a condividere certe cadute di stile e certi attacchi inqualificabili ci siano anche personaggi che, nei confronti di Cuffaro, dovrebbero esprimere solo sentimenti di gratitudine.
Nella graduatoria così ben espressa dal grande scrittore Leonardo Sciascia, il presidente Cuffaro occupa sicuramente il primo posto, quello degli uomini”

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Rinnova sostiene ufficialmente il progetto del centrodestra

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Il movimento politico Rinnova sposa la proposta del centrodestra.

Lo ha reso noto ufficialmente il coordinatore Giampaolo Alario sostenendo che non essendo più in campo Totò Scerra e il progetto Alleanza per Gela e non essendoci stato alcun apparentamento con Di Stefano, la collocazione più consona per Rinnova è nel centrodestra. Così ha deciso il gruppo.

Già il consigliere più votato di Rinnova Giuseppe Guastella aveva espresso questa volontà. Ora c’è l’ufficialità della posizione di tutto il movimento.

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Di Stefano non si apparenta con Donegani

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Di Stefano dice no all’apparentamento con Donegani. Lo fa sapere lo stesso leader del laboratorio PeR.

“Dopo alcuni colloqui telefonici tra me e Distefano, durante i quali abbiamo ribadito di non essere interessati ad entrare in giunta e ad avere assessorati, ma solo ad un eventuale apparentamento tecnico a beneficio della nostra rappresentanza consiliare, comunico che anche questa ipotesi non è più sul tavolo” – fa sapere Donegani che a giorni riunirà il gruppo del laboratorio PeR.

“Insieme faremo le nostre valutazioni. Da noi si decide in maniera collegiale. Come sempre, faremo scelte coerenti e in linea con i nostri valori e ideali” – conclude

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