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L'occhio del bello

La necropoli di via Di Bartolo, la “Speranza” di una città che ritrova la sua storia 

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Quando sarà ultimato, diventerà un museo a cielo aperto grazie al finanziamento di Open fiber, l’azienda che sta curando i lavori di posa della fibra ottica. Nel frattempo, la necropoli di via Di Bartolo continua a riservare sorprese nel corso della nuova indagine archeologica avviata nei giorni scorsi, che ha permesso di ritrovare lo scheletro di una fanciulla in perfetto stato di conservazione (con la dentatura ancora totalmente integra) e anche altri reperti da aggiungere al vastissimo corredo funerario: soprattutto una lekythos e uno stamnos, rispettivamente un contenitore di ceneri funerarie e un contenitore di profumi. Unicità che si aggiungono a quanto già scoperto negli scorsi mesi.

E si continua a scavare, con la consapevolezza che dalla nuda terra arriveranno nuovi segni di una storia gloriosa, quella di Gela greca. C’è grande entusiasmo intorno al sito di via Di Bartolo, ribattezzato “la necropoli dei bambini” dato che i resti umani rinvenuti fino ad oggi erano proprio di cittadini morti in tenerissima età. Ma a colpire è anche un altro aspetto. Per ben due volte i lavori in via Di Bartolo sono stati bloccati a causa dei più disparati incidenti – compreso lo sversamento di liquami – eppure ancora oggi la bellezza del passato continua a riemergere.

Magari è un segno, l’ennesimo, di quella speranza che Gela ritrova quando riesce a riscoprire il suo grandioso passato, che può ancora trasformare in meglio il presente e soprattutto il futuro. Altro segno: proprio “Speranza” è stata ribattezzata la fanciulla il cui scheletro intatto è stato rinvenuto nei giorni scorsi.  

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Una città che ha voglia di cultura. Il messaggio che arriva con “La parola ai libri”

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Gela ha voglia di cultura. Ha voglia di vivere una dimensione nuova legata alle grandi iniziative e ai grandi eventi in campo culturale. Lo ribadisce la due giorni del Salone del libro ideato e promosso dall’istituto comprensivo “Giovanni Verga” diretto da Viviana Aldisio: un’immersione nel mondo della lettura attraverso incontri con gli autori, dibattiti, laboratori creativi. Almeno duemila presenze tra grandi e piccini, studenti e docenti, associazioni, club, appassionati del libro e della sua magia.

Nonostante le difficoltà del periodo che viviamo, l’imponente “macchina” messa a punto per l’organizzazione ha proposto alla città un’iniziativa di ampio respiro che si pone tra le più importanti di quest’anno in Sicilia in tema di promozione della lettura. Un tema fondamentale dal punto di vista educativo e sociale, specie nell’epoca della dittatura del digital. Gela ha voglia di grandi appuntamenti culturali e il segreto sta nella continuità progettuale, nella proposta graduale ma costante. Dopo la prima edizione del 2019, quest’anno l’evento dal titolo “La parola ai libri” ha fatto uno scatto ulteriore che la città ha compreso e apprezzato. Non era scontato.

Ed è bello – e importante – constatare questa sensibilità più forte verso i mondi dell’arte e della cultura che anche a Gela, sì, anche a Gela, possono trovare terreno fertile per piantare le proprie radici. Via le appartenenze militanti, via i simboli di bandiera, via pregiudizi o schieramenti di sorta: c’è una storia, la nostra storia, che grida vendetta. Da Eschilo a Quasimodo, da Vittorini fino a Silvana Grasso c’è un fil rouge fortissimo tra Gela e la letteratura. È uno di quei meravigliosi e mai fino in fondo esplorati campi in cui poter costruire bellezza e ricchezza (sì, proprio ricchezza economica) se lo si vuole. E se non ora, quando?

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Notte nazionale del Liceo classico, la scuola che ritrova il piacere di far festa insieme   

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C’è un tempo per attendere e un tempo per agire. La scuola italiana ha atteso, a lungo, di poter tornare a riappropriarsi della propria dimensione di comunità attiva, vibrante, propositiva. Una lunga attesa durata ben due anni di piena emergenza, in cui la pandemia ha dettato regole, comportamenti, stati d’animo. Rivoluzionando tutto. Abbiamo così imparato a cogliere i segnali per essere, per esistere e resistere. L’ha fatto anche la scuola, che oggi torna a respirare l’aria buona e pura dell’incontro, della gioia, dell’organizzazione di eventi. Tutte attività che rinsaldano il valore e la potenza educativa di un luogo che rappresenta uno dei primi e più importanti microcosmi sociali.

Lo conferma l’ottava edizione della Notte nazionale del Liceo classico, una manifestazione tornata in presenza dopo due anni di sosta (la scorsa edizione si è svolta online). L’iniziativa, ideata dal Liceo “Gulli e Pennisi” di Acireale, è tornata anche al Liceo classico “Eschilo” – diretto dal prof. Maurizio Tedesco – dove venerdì sera si è svolta una vera e propria festa. Tutti in cortile, nel grande palco allestito per la realizzazione di uno spettacolo curato nei minimi dettagli dagli studenti. Docenti e genitori presenti e felici di applaudire i loro ragazzi, tornati pienamente protagonisti della vita scolastica. Momenti teatrali, danza, canto, musica dal vivo ed esibizioni legate al patrimonio artistico della cultura classica hanno arricchito il palinsesto di un evento poliedrico e coinvolgente protrattosi fino a tarda sera.

Tanta sofferenza alle spalle, tante incognite nel futuro di questo nostro mondo complesso e sfuggente, che dall’incubo della pandemia è piombato nell’orrore della guerra. Ma la Notte nazionale del Liceo classico arriva per ricordarci un grande insegnamento: essere nel tempo, godere del tempo, concentrandoci con tutti i nostri massimi sforzi sul presente e sulle opportunità che ci offre. Diceva Seneca: “Per essere felici bisogna eliminare due cose: il timore di un male futuro e il ricordo di un male passato; questo non ci riguarda più, quello non ci riguarda ancora”. Per essere più pratici, alla maniera di Orazio, Carpe diem.

Il pubblico presente alla Notte nazionale del Liceo classico “Eschilo”

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“Uniti per il mare”, la tutela dell’ambiente nell’evento di Sons of the ocean 

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La costruzione del futuro passa dalle scelte grandi ma anche piccole che vengono fatte nel presente. Il nostro tempo oggi ci impone delle scelte che, se fossero state fatte tanti anni fa, in tempo, ci avrebbero consegnato oggi un pianeta molto più in forze rispetto a quanto non sia. Ma la filosofia del piangere sul latte versato non funziona e così continua ad essere più opportuno che mai sbracciarsi e darsi da fare, ogni giorno, per cercare di costruire piccole porzioni di cambiamento, in grado di migliorare il nostro territorio.

È lo spirito di uno degli eventi di sostenibilità e promozione dell’ambiente più importanti che si terrà in contemporanea in tutta Italia domenica prossima, 8 maggio: “Uniti per il mare”, evento nazionale di pulizia delle spiagge promosso da Sons of the ocean. In città l’evento sarà organizzato dall’associazione Mood club con la partecipazione del Leo club del golfo di Gela, della Croce Rossa e il patrocinio del Comune. Dalle 10 alle 12 appuntamento in spiaggia dunque per contribuire alla pulizia dell’arenile.

Sono segnali, che non possono cambiare il mondo certamente, ma che possono continuare a tracciare un solco rispetto alle conquiste che la nostra città, in particolar modo, deve compiere ancora in tema di educazione ambientale e rispetto del bene comune. Strada tortuosa e complessa, che necessita prima di ogni cosa di nuovi approcci, nuove mentalità, nuova cultura. La via però è quella giusta.

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