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Cronaca

La proposta del consigliere Giudice per superare l’impasse economica

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Gela – “Avverto il dovere morale, oltrechè Istituzionale, di raccogliere l’appello lanciato dall’operatore sociale Signor Di Dio, dire esattamente come stanno le cose, descrivere la situazione economica e sociale della nostra città. Produrre analisi e limitarsi ad esse non è più sufficiente.

Non lo è più per i cittadini e non può esserlo più per il ceto politico/istituzionale, consiglieri inclusi. Sono tante e tanti i giovani ed i non più giovani che non producono reddito, che hanno tante idee ma per le banche non sono nessuno e quindi non possono realizzare nulla e vivono a carico dei genitori ma il paradosso è che anche tanti genitori sono precari e quindi di povertà ci si dispera ogni giorno, basta guardare la quantità di immobili in vendita per porsi qualche domanda.

Il reddito di cittadinanza non può essere l’unica risposta alla povertà e, come detto più volte, la povertà non si cancella con una legge, magari così fosse.

Cosa può fare il Comune? Istituire un fondo con immissione diretta in grado di andare oltre il “banco alimentare”, ovviamente da mantenere, ma come si sa ci vuole il lavoro e solo il lavoro restituisce la dignità che la povertà mette in discussione.

Bisogna istituire una percentuale in tutte le gare d’appalto che vedono il Comune quale stazione appaltante e anche le società a capitale pubblico in cui il Comune ha una quota economica.

Solo costruendo percorsi concreti si consentirà agli inoccupati ed ai disoccupati di trovare collocazione senza aver bisogno di raccomandazioni e scorciatoie varie.

Paola Giudice

Consigliere comunale Indipendente di Sinistra

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Cronaca

Comiso: tre persone arrestate dalla Polizia. Uno era evaso dagli arresti domiciliari

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Comiso – Il Commissariato di Comiso ha arrestato tre persone, di cui due in esecuzione dell’ordine di carcerazione emessi dall’Autorità Giudiziaria e uno in flagranza di reato.

In particolare, il primo arresto è stato eseguito dai poliziotti di Comiso a carico di un uomo di 61 anni originario di Niscemi, pluripregiudicato con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio (furto, rapina, estorsione), contro la persona e per evasione dagli arresti domiciliari, inosservanza delle prescrizione della Sorveglianza Speciale, che è tradotto presso il carcere di Ragusa poiché destinatario del provvedimento dell’Autorità Giudiziaria di Revoca di Decreto di Sospensione di Ordine di Esecuzione per la Carcerazione e Ripristino dell’Ordine Medesimo, dovendo lo stesso scontare la pena della reclusione di anni 1, mesi 3 e giorni 3 e recupero della pena pecuniaria di multa di euro 1332.00.

Il secondo arresto è stato eseguito a carico di un ventenne comisano, con precedenti penali e di polizia per reati contro il patrimonio (rapina) e reati in materia di armi, già sottoposto alla misura alternativa della detenzione domiciliare.

Il giovane, sottoposto agli arresti domiciliari, a seguito di un controllo dalle Volanti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Comiso risultava evaso.

Venivano immediatamente avviate le ricerche del giovane su tutto il territorio e lo stesso, sentendosi “braccato” dalla polizia, il giorno dopo si costituiva presso il locale Commissariato dove veniva tratto in arresto in flagranza per il reato di evasione e su disposizione del P.M. di turno sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari.

Il terzo arresto è stato eseguito dagli agenti del Commissariato a carico di un pluripregiudicato di comisano di 36 anni, gravato da pregiudizi penali e di Polizia per reati contro il patrimonio (rapina,– estorsione, furto) reati in materia di stupefacenti e per associazione di tipo mafioso, reati inerenti le armi, inosservanza delle prescrizione della Sorveglianza Speciale, già arrestato nel 2005 da personale del Commissariato per il reato di estorsione, che è tradotto presso il carcere di Ragusa poiché destinatario del provvedimento dell’Autorità Giudiziaria di Revoca di Decreto di Sospensione di Ordine di Esecuzione per la Carcerazione e Ripristino dell’Ordine Medesimo dovendo lo stesso scontare la pena della reclusione di anni 2, mesi 9 e giorni 17 e recupero della pena pecuniaria della multa di euro 1040.00.

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GdF: Operazione ‘Natale sicuro’. Sequestrati 19mila prodotti

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Enna – I militari del Comando Provinciale di Enna hanno sequestrato oltre 19.000 prodotti non sicuri, fra oggettistica e addobbi natalizi, senza etichette o non conformi al Codice del Consumo.

Nell’ambito del piano di controlli del Comando Provinciale per le festività natalizie, le Fiamme Gialle del Gruppo di Enna hanno individuato e controllato, un esercizio commerciale della grande distribuzione ove sono state rinvenute centinaia di confezioni di prodotti e addobbi per il natale, in vendita senza etichette in lingua italiana, senza informazioni chiare e precise sulla sicurezza delle materie e componenti e della filiera commerciale di provenienza.

In tema di tutela dei diritti dei consumatori e degli utenti, il Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005) ribadisce, tra gli altri, alcuni fondamentali diritti: in particolare, la tutela della salute, della sicurezza e della qualità dei prodotti e dei servizi, un’adeguata informazione, il diritto di recesso e la corretta pubblicità commerciale.

Mentre proseguono gli accertamenti volti per risalire la filiera di distribuzione per individuare i produttori che hanno aggirato le previste regole di immissione in commercio, il titolare dell’attività controllata è stato segnalato ai competenti Organi Amministrativi per l’applicazione delle previste sanzioni, fino ad un massimo di €. 25.823,00.

L’attività svolta dai militari testimonia il costante impegno del Corpo nel ricercare e contrastare la diffusione di prodotti non conformi rispetto agli standard di sicurezza, al fine di garantire una protezione efficace dei consumatori e un mercato competitivo ove gli operatori economici onesti possono beneficiare di condizioni eque di concorrenza.

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Cronaca

Rissa in centro: denunciati tre tunisini

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Santa Croce Camerina: I Carabinieri della Stazione di Santa Croce Camerina, hanno denunciato a piede libero tre tunisini di età compresa tra i 25 ed i 40 anni, residenti in zona, coinvolti in una violenta rissa scoppiata nel primo pomeriggio di martedì 5 dicembre, tra le vie del centro camerinense.


I giovani, già noti alle Forze dell’Ordine per altri simili episodi perpetrati in altre località della Provincia, si sarebbero scagliati violentemente l’uno contro l’altro per ragioni dettate da futili motivi e, nella colluttazione, uno di loro sarebbe stato colpito al volto con un oggetto metallico, probabilmente una componente della serratura di un infisso, che scagliatogli in viso gli avrebbe provocato importanti ferite, tali da costringere il giovane alle cure dei sanitari dell’ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa, dove è stato assistito.
Una pattuglia della locale Stazione Carabinieri, transitando sul luogo dei fatti durante l’ordinario servizio di pattuglia per il controllo del territorio, è quindi immediatamente intervenuta per sedare gli scontri e, riportata la calma, ha identificato i partecipanti alla rissa.


Gli accertamenti promossi dai militari dell’Arma hanno, dunque, permesso di individuare i responsabili che, anche grazie alle telecamere di videosorveglianza installate nell’area, sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria iblea per il reato di rissa aggravata.

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