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La Società Italiana di Cardiologia Interventistica contro emodinamica senza requisiti

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La Società Italiana di Cardiologia Interventistica (SICI-GISE) costituita dai cardiologi
interventisti italiani, è venuta a conoscenza della prossima apertura di nuovi
laboratori di emodinamica sul territorio siciliano.
“Non entriamo nel merito della fattibilità di ciascun laboratorio – afferma il Delegato regionale SICI GISE, a nome dei cardiologi interventisti siciliani, Dott. Marco Caruso –

ma ricordiamo che l’apertura di un nuovo laboratorio deve rispondere ad indicazioni normative (piano ospedaliero regionale e decreto Balduzzi) e deve essere in linea con le indicazioni fornite dalla nostra Società Scientifica, volte a mantenere adeguati standard di qualità e sicurezza. Il documento di posizione del SICI-GISE specifica gli standard necessari ai laboratori di diagnostica e interventistica cardiovascolare (G. Ital. Cardiol. 2015;16:590-600). I documenti di posizione non sostituiscono le linee guida esistenti, ove presenti, ma rappresentano uno stimolo ed un aiuto, sia per gli operatori del settore che per chi dirige e governa la politica sanitaria: la distribuzione dei laboratori di emodinamica deve essere basata sul reale fabbisogno di procedure, sul bacino di utenza e sulla distribuzione ed organizzazione delle reti di emergenza-urgenza cardiovascolare nel rispetto di standard minimi di operatività.
Appare necessaria, pertanto, un’attenta analisi che prenda in considerazione il bacino di utenza del nuovo laboratorio, un calcolo delle procedure stimate per la popolazione residente in quel territorio ed una considerazione della eventuale copertura da parte di laboratori presenti in territori vicini, che, peraltro, verrebbero a loro volta ad essere indeboliti dall’apertura di nuovi. La “diluizione” dei casi su più laboratori rischia infatti di abbassare il livello medio delle prestazioni erogate e la qualità dell’assistenza.
In assenza di questi requisiti e di queste analisi l’apertura di un nuovo laboratorio di emodinamica sarebbe in contrasto con tutte le indicazioni di buona pratica e di sicurezza e di tutte le normative vigenti, oltre che impugnabile dalla Corte dei Conti.

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Attualità

A rischio la psichiatria di Caltanissetta: richiamato in servizio medico in pensione

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Il paradosso è che i malati di mente aumentano, i medici non ci sono e per mantenere il reparto attivo torna al lavoro un medico in pensione. Le contraddizioni siciliane e le carenze organizzative sono racchiuse in questa situazione pirandelliana, dove la precarietà la fa da padrone e a fare i conti con i disservizi sono i pazienti e le famiglie. E’ allarme servizi di psichiatria mentre i malati di mente vagano per strada senza mèta. Prima il reparto di diagnosi e cura di Gela, chiuso per mancanza di personale specializzato e adesso rischia di chiudere anche quello di Caltanissetta. Sulla carta ci sarebbero 30 posti letto fra Gela e Caltanissetta: di fatto i 15 di Caltanissetta hanno rischiato seriamente di chiudere per carenza di medici. Al Sant’Elia ce ne sono in servizio tre. Una dei tre non è in servizio attivo perché è in gravidanza; un’altra in malattia temporanea. Ne resta solo uno ma un solo medico non può coprire i turno ed è stato richiamato al lavoro lo psichiatra di Gela Franco Lauria che dopo il pensionamento, da qualche mese si occupa degli ambulatori di psichiatria di Gela, Niscemi, Butera e Riesi. A Riesi confluiscono anche i pazienti di Delia e Sommatino. In questi giorni l’allarme è diventato concreto all’Spdc di Caltanissetta, dove si è verificata l’improvvisa assenza dei due medici e l’impossibilità di reperire personale specializzato. Da qui il richiamo in servizio del medico in pensione che non ha voluto lasciare scoperti neppure i servizi ambulatoriali dove le visite sono iniziate da mesi. “Per il momento sono stato destinato all’ospedale di Caltanissetta per tutta la settimana – spiega Lauria – nella speranza che il medico in malattia possa tornare lunedì”. Il problema diventerebbe importante qualora la psichiatra non dovesse tornare in servizio lunedì. L’ultimo caso di Tso che da Gela è stato trattato al reparto di Caltanissetta ha riguardato il giovane che ha investito tre auto in via Crispi, in preda ad una crisi.

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Niente acqua oggi a Niscemi

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Siciliacqua ha comunicato che causa di guasto lungo l’adduttore denominato Fegotto la distribuzione in programma per oggi nel comune di Niscemi subirà un ritardo di 24 ore e riprenderà, dunque, domani sera.

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Pericolo incendi alla macchia mediterranea: «L’amministrazione intervenga» 

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Arriva il caldo e torna il pericolo incendi. Nei giorni scorsi ha preso fuoco un tratto della macchia mediterranea nei pressi del lungomare: è il comitato di quartiere di Ospizio marino a segnalare la necessità di intervenire sull’erba incolta, per preservare roghi ben più gravi di quello già registrato e tutelare sia la bellezza del litorale che l’incolumità pubblica.

«Abbiamo anche inviato delle pec all’amministrazione comunale – dice Emanuele Sacco, in rappresentanza del comitato di quartiere –, bisogna provvedere al più presto per evitare guai peggiori. Come comitato di quartiere, assicuriamo all’amministrazione la nostra collaborazione per qualsiasi iniziativa volta a preservare la bellezza del nostro territorio».

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