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Cronaca

Telecamere che non perdonano: scoperta un’altra discarica abusiva

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Occhi puntati sul tematica ambientale e sulle discariche. Dopo due settimane dall’inizio ultimo blitz arriva un’ altra segnalazione e conseguente provvedimento nei confronti di un titolare di impresa della zona industriale. La Procura della Repubblica di Gela, nell’ambito del Procedimento Penale n. 1535/2021 R.G.N.R. Mod. 21, ha concluso le indagini preliminari nei confronti del legale rappresentante, nonché nei confronti del Responsabile Qualità, Salute, Sicurezza e Ambiente ed il Responsabile Gestione Rifiuti di una società operante all’interno della zona industriale di Gela.

Più nel particolare, a seguito di apposita attività di telerilevamento, effettuata da personale della componente aerea del corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, veniva accertata la presenza di rifiuti di vario genere in aree di estensione rispettivamente 400 mq e 700 mq, le quali venivano prontamente sottoposte a vincolo probatorio.

Si è proceduto nei confronti dei soggetti di cui sopra ai sensi e per gli effetti dell’articolo 256, comma 2, del d.lgs 152/2006, nonché degli articoli 81 cpv, 110 c.p, contestando la condotta antigiuridica del deposito incontrollato di rifiuti, costituiti da rottami ferrosi, lamiere, materiali plastici e sfabbricidi. L’attività investigativa  è stata effettuata dai militari della Capitaneria di porto di Gela congiuntamente al personale del Nucleo Operativo Ecologico del Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale e Transizione Ecologica di Palermo, nonché a personale dell’Agenzia Regionale Protezione Ambientale siciliana

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Cronaca

Pericolo per fuoco in via Carfi’

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Fuoco in uno stabile di via Carfi’ nel quartiere Caposoprano nel tardo pomeriggio di oggi.

Per motivi ancora al vaglio dei vigili del fuoco, ancora sul posto, un focolaio si è sprigionato da un appartamento di una palazzina della trasversale di via Morselli.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco che hanno domato le fiamme.

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Cronaca

Dorme nell’auto rubata in sosta sulla Gela-Catania

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Dormiva beato all’interno di un’auto rubata… ignaro (ha sostenuto agli agenti) che il mezzo fosse oggetto di furto. Protagonista della vicenda è un ragazzo di 18 anni. L’episodio si è verificato sulla statale 417 Gela – Catania, nei pressi di Caltagirone. Sono stati gli agenti della polizia calatina ad intervenire sul posto. Il giovane (con precedenti giudiziari alle spalle) è stato rinvenuto sdraiato sui sedili posteriori e trovato in possesso di un coltello a serramanico e di arnesi atti allo scasso. Inoltre, è stata trovata una scheda carburante che ha insospettito i poliziotti: dopo un controllo hanno accertato che era stata rubata in una ditta locale, i cui titolari avevano denunciato anche il furto di un paio di scarpe da lavoro, le stesse che il diciottenne indossava. Il ragazzo è stato denunciato per ricettazione, furto, possesso ingiustificato di arnesi da scasso e porto abusivo di arma.

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Cronaca

Due minori stranieri fuggono dall’Istituto penale minorile nisseno

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Caltanissetta – Polizia e carabinieri di Caltanissetta sono stati impegnati stamane nella ricerca di due minori detenuti all’Istituto penale per minorenni che sono evasi scavalcando la recinzione.

Uno dei due giovani è stato catturato dalla polizia penitenziaria in viale della Regione nei pressi dello stadio Palmintelli. L’altro fuggiasco al momento è sul tetto del Provveditorato agli studi.

“La fuga di due detenuti minori stranieri dall’Ipm di Caltanissetta ripropone il tema dell’adeguatezza della struttura”. Lo dichiara il reggente FNS Cisl Agrigento Caltanissetta Enna, Domenico Ballotta. “Mentre le forze dell’ordine sono impegnate nella ricerca dei due evasi durante l’ora d’aria, non possiamo non rilevare l’allarme sociale che provocano fatti del genere che mettono a nudo le gravi carenze logistiche e di organico dell’Ipm nisseno. Come FNS Cisl non è la prima volta che denunciamo le difficoltà nelle quali opera il personale. Il malessero è diffuso”.

Per Domenico Ballotta la questione sicurezza resta irrisolta. “Il nostro prolungato grido d’allarme continua a rimanere nel vuoto. L’Istituto penale per minorenni di Caltanissetta è il paradigma di tutte quelle cose che non vanno e questo nuovo increscioso fatto di cronaca lo riporta alla ribalta della cronaca come rilancia la complessa questione delle strutture detentive in Sicilia caratterizzate da sovraffollamento, carenza di personale, necessità di fondi economici per dotarle di sistemi elettronici, informatici, di controllo e vigilanza all’avanguardia.

Le criticità non possono gravare sul lavoro del personale di Polizia Penitenziaria che assicura le sue prestazioni professionali in condizioni tutt’altro che floride, contrassegnate da disfunzioni organizzative e pesanti carichi di lavoro”. “Nella certezza che le forze dell’ordine assicureranno alla giustizia i due giovani evasi dall’Ipm di Caltanissetta – conclude Domenico Ballotta – richiediamo con forza un nuovo confronto con gli organi istituzionali per rimuovere tutte quelle criticità che mettono a repentaglio il lavoro degli Agenti di Polizia Penitenziaria e che generano un diffuso allarme sociale nelle comunità”.

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