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L'occhio del bello

Un colpo al cuore della Sicilia

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Stavolta vogliamo i nomi. Vogliamo che non la passino liscia. Che non restino impuniti. Che la loro follia, la loro inciviltà, il loro crimine sia punito adeguatamente. Perché chi ha deturpato un luogo di bellezza e purezza come la Scala dei Turchi di Realmonte, non può farla franca. Ha colpito nel cuore uno dei posti più belli della Sicilia, d’Italia, del Mediterraneo, uno di quei luoghi in cui la meraviglia della Natura si manifesta in tutta la sua potenza. Quella polvere di vernice rossa sulla pietra bianca i siciliani onesti, veri, ossia la maggioranza degli abitanti di questa terra, non possono accettarla. Vogliamo sapere chi è stato e vogliamo che riceva davvero le pene previste dalla legge per un reato del genere, la cui gravità ovviamente va ben oltre il fatto in sé.

È un attentato alla bellezza e alla Sicilia. E vorremmo anche capire come sia stato possibile per i criminali agire così indisturbati, se ci sono responsabilità in chi avrebbe dovuto vigilare e non l’ha fatto. Insomma, vogliamo vederci chiaro. Noi siciliani che amiamo la bellezza della nostra terra vogliamo sapere, sperando che fare chiarezza stavolta possa darci la speranza che non accada di nuovo. C’è per fortuna anche l’altra faccia della medaglia. Dopo il fattaccio, infatti, squadre di volontari si sono messe presto all’opera per ripulire la scogliera: un gesto spontaneo e concreto, di vera resistenza, segno di chi non cede al disfattismo o alla rassegnazione.

Ma soprattutto segno di come ci sia in Sicilia gente (in questo caso non esattamente la maggioranza) che preferisce non nuotare nel grande mare dell’indifferenza, scegliendo di agire, di sbracciarsi, di metterci la faccia per proteggere il nostro immenso patrimonio storico, artistico, culturale. Perché, è questo un altro importante e delicato punto, non basta indignarsi nella caotica piazza dei social: la difesa della bellezza è una questione seria, molto seria, e la Sicilia ha bisogno di meno parole e più fatti da parte dei suoi cittadini. Non si può proteggere ciò che non si ama, non si può amare ciò che molto spesso nemmeno si conosce.  

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L'occhio del bello

Nuovo lungomare, nuova era?

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Quando ormai sette anni fa venne riqualificato il tratto di lungomare che va dalla Capitaneria di Porto alla bretella Borsellino, la città si riappropriò di un’area rinnovata, bella da vedere e da vivere nel tempo libero, nello sport individuale, ma anche nell’organizzazione e promozione di eventi artistici. Le foto dall’alto, che immortalano i colori unici del nostro mare e dei nostri tramonti, ci regalano scorci di bellezza di cui spesso fatichiamo a comprendere la reale portata. Sì, quel tratto di lungomare “nuovo” ci ha donato il piacere di passeggiare in una zona armonica alla vista e anche versatile, forse sotto questo aspetto mai valorizzata pienamente.

Ciò che conta è che il progetto sull’altra ala del lungomare, quella che dalla Capitaneria di Porto va verso la Conchiglia, abbia tenuto conto delle opportunità di avere una zona così strategica pienamente funzionale, moderna, efficiente. Ed è così che si apprende con ottimismo della conferenza di servizio prevista il prossimo 21 gennaio per l’approvazione definitiva del progetto, come comunicato ieri dall’amministrazione comunale.

Un progetto che è un orgoglio per la giunta dopo tanto lavoro, così si è espresso il sindaco Lucio Greco, ma che soprattutto può rappresentare una possibilità straordinaria per rilanciare il tessuto sociale, economico e culturale della città. Specie in momenti di crisi così difficili e profondi come quelli attuali. Attendiamo. Ma conoscendo gli ingranaggi complessi e troppo spesso incomprensibili della macchina burocratica, ci auguriamo di non dover attendere troppo, troppo a lungo.

Due foto del progetto della nuova area del lungomare

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Siciliani che fanno la Storia

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Il discorso di fine anno, mandato in onda a reti unificate, ha rappresentato l’ennesimo manifesto del suo settennato: straordinario garbo istituzionale, semplicità, chiarezza. Doti dinanzi alle quali la (sotto)classe politica italiana dovrebbe prendere appunti. Il presidente Sergio Mattarella, palermitano di nascita, è stato in questi anni un riferimento per tutti, senza mai imporsi ma suggerendo a tutti – istituzioni, classe politica, semplici cittadini – la possibilità di un dialogo fattivo, di una concreta apertura all’ascolto, nell’interesse della costruzione comune.

I punti salienti delle sue parole hanno tracciato la strada per il presente e il futuro, una strada sulla quale i giovani sono grandi protagonisti come mai forse prima: Mattarella ha sempre creduto nelle nuove generazioni e l’ha fatto con coerenza, non per spicciola demagogia. Tra le tante questioni interessanti affrontate nel suo discorso, è emerso il toccante ricordo del prof. Pietro Carmina, tragicamente scomparso nella tragedia di Ravanusa, con quelle parole cariche di saggezza socratica e profonda umanità rivolte ai suoi alunni.

Un bellissimo omaggio che ha toccato i cuori degli italiani, sottolineando un’altra storia di Sicilia che ha mostrato, in mezzo alla sventura, un incredibile scorcio di immortale bellezza. Ecco, è con orgoglio che da siciliani assistiamo alla chiusura del sipario sul mandato del presidente Mattarella, di certo in cima nella classifica dei siciliani che hanno scritto le più belle e importanti pagine nella storia d’Italia.

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Ted Talk, oltre l’evento: un messaggio rivolto alla città

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Un anno certamente difficile quello che si sta per chiudere. Pieno di situazioni complicate, a volte drammatiche altre volte assurde, tra gli spiragli e le imposizioni che ci ha lasciato qua e là la pandemia. Eppure ci sono comunque state le cose belle, le iniziative importanti. Tra queste certamente il primo Ted Talk realizzato in città dal gruppo Tedx Gela di cui mi onoro di far parte. Un progetto assolutamente non profit, che parte dagli Stati Uniti e diventa internazionale fin dagli anni Novanta, contribuendo ad accrescere una proposta culturale apprezzata tanto anche in Italia.

Il Ted Talk di Gela, dal titolo “Pensa frugale, sii flessibile, genera crescita”, ha proposto storie di innovazione e ricerca, arte ed enogastronomia, design e valorizzazione del territorio: elementi che servono tanto ad una realtà come la nostra, in particolare, per guardare oltre e mirare in alto. Una piccola grande pagina di storia per una città che vuole smettere di essere mera periferia geografica ed esistenziale per ritagliarsi finalmente il suo spazio, brillando per le tante cose belle del suo passato ma anche – perché no – del suo presente. L’importante è crederci e lavorarci su, davvero.

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Direttore Responsabile: Giuseppe D'Onchia
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