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Società

A proposito di Trump

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Il punto di vista dello psichiatra Dott. Franco Lauria

La vicenda Trump sta mettendo in luce sempre di più la perdita di credibilità delle istituzioni.
Il Sistema dichiara che ha vinto Tizio, ma Caio non ci sta, dichiara che invece ha vinto lui, che è una truffa e non accetta la sconfitta. Fatto gravissimo si dice, da parte dei difensori del Sistema, mancanza di spirito democratico.
E tutti i media a condannare Trump, a prendere le distanze, a biasimare il comportamento dei suoi elettori e dei suoi fans.
Qualcuno chiede un processo a Trump per tentato colpo di Stato, qualche altro lo dichiara pazzo, qualcuno lo vorrebbe già da ora in galera. I suoi fans invece lo adorano, i suoi elettori superano i 75 milioni. Mai un candidato presidente “perdente” aveva preso un così elevato numero di voti. L’America è spaccata. Ma al di là del caso specifico e di come finirà la vicenda Trump e le sorti degli Usa, sorge spontaneo il convincimento che un pò tutto l’occidente stia andando incontro ad una crisi gigantesca ed irreversibile. Il potere non viene più riconosciuto dal perdente, dalla cosiddetta minoranza. Si rischia così una dittatura militare. Perché succede questo? È tutta colpa di Trump, è tutta colpa del Sistema? Non credo né all’una né all’altra spiegazione. Credo invece che il capitalismo sia arrivato ad un momento critico  del suo sviluppo, in pieno nichilismo, in assenza di Dio, provocati dalla massiccia e gigantesca Tecnica che non accenna a rallentare il suo ritmo di crescita. Tutto ciò ha provocato un disinnamoranento dell’uomo dal Trascendente, dal mistero e dall’Essere. L’assenza filosofica  dell’Essere, tradotta più in concreto con la morte di Dio, ha ingenuamente fatto credere che fosse possibile sostituire Dio, l’Assoluto, l’Uno con l’ente, con l’uomo e le sue istituzioni.
Un potere insomma totale assoluto che non provenga più dall’Essere supremo, ma dall’uomo stesso.
E non funziona.
Non sta funzionando. Per migliaia di anni nessun monarca, nessun re, nessun imperatore si sarebbe mai sognato di regnare da se medesimo senza la Benedizione di Dio, senza l’imprimatur spirituale, senza la benedizione del Papa. Questo accadeva presso i Greci, è accaduto presso i Romani, presso gli egiziani, in tempi più recenti presso di noi. Carlo Magno fù incoronato dal Papa, Napoleone ebbe bisogno del Papa, sebbene già più come presenza fisica che come ruolo spirituale.
Insomma tutta la Storia dell’Occidente è storia dell’affievolirsi dell’Essere a favore dell’ente man mano che andava avanti lo sviluppo della Tecnica. Sino a quando Nietzsche proclamò angosciato la definitiva dipartita dell’Essere da questo mondo, quando un pazzo dichiarò nella “gaia scienza” la morte di Dio.
Senza Dio, senza l’Assoluto, senza l’Uno chi può prendere il peso e il privilegio del Potere sulle sue spalle? Già la rivoluzione francese con la decapitazione del re celebrò la metafora dell’assenza del potere emanato da Dio. E tutto parallelamente allo sviluppo industriale e della Tecnica che di lì a poco sarebbe dilagata prima in Inghilterra e poi nel resto dell’Occidente. E siamo ai nostri giorni. Siamo alla vicenda Trump. Ci dovevamo arrivare. La crisi nella credibilità dell’Autorità preparata da tempo è arrivata al suo culmine in Usa. È accaduto, e non poteva non accadere. Il tramonto dell’Occidente è tutto qui, come magistralmente riassunto da Galimberti nella sua Opera Magna ” il tramonto dell’Occidente”. Siamo in tempi di crisi, in tempi di mancanza di credibilità, nulla e nessuno può avere più credibilità senza l’ Essere, senza Dio. Ci siamo illusi che le Istituziini potessero funzionare da se, per puro effetto del laicismo, dei valori in assenza di Dio e del mistero.  Non funziona, l’essenza dell’uomo non è mai cambiata negli ultimi 10 mila anni. E la Tecnica che da all’uomo comodità non dà però Verità, non dà senso, non dà svelamento, non dà Aletheia. E l’uomo si ritrova solo e smarrito in un mondo senza senso, piccolo e mediocre quando si credeva esso stesso Dio. La crisi degli Usa prima di essere crisi politica è innanzitutto crisi esistenziale, ontica, filosofica. Ed è crisi dell’intero Occidente cristiano. Quindi anche dell’Europa. I fatti americani ci riguardano da vicino anche perché anticipano sempre di qualche anno quello che poi succederà in Europa. È successo già negli anni 60, succederà ancora ai nostri giorni. Ma dalla crisi, dal tramonto si  riparte verso una nuova alba, verso un nuovo inizio, in un ottica circolare dell’esistenza. Senza questa soluzione Trascendente ci aspetta  solo un’epoca di sconvolgimenti e di dittatura, dove il Potere sarà costretto a mostrare l’altra faccia. 
Ci auguriamo invece che il Sistema sappia trovare la via, la nuova Verità, sappia dare nuovamente senso e significato all’esistenza.

@FrancoLauria

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Il dolore delle tragedie greche come fonte di studio scientifico

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La vivacità culturale del Lions Club di Gela Ambiente Cultura Territorio di cui è presidente l’Avv. Manuela d’Arma e dell’Associazione ex Allievi del Liceo Classico Eschilo di Gela di cui è presidente la Prof.ssa Maria Grazia Falconeri ci ha regalato, ieri sera, un interessantissimo evento presso la ex Chiesa di San Biagio.

Tre illustri relatori, grandi studiosi della psicologia della Gestal Therapy, hanno conversato su l’Agamennone, tragedia tra le più belle di Eschilo, prima della trilogia Orestea, che quest’anno verrà riproposta al Teatro greco di Siracusa.

Intervallati dalla trascinante e appassionata recitazione dell’attrice Giada Costa, moderati dal D.S. Cetta Mongelli che ha dialogato con maestria con loro, Antonio Sichera, prof. Ordinario di Letteratura italiana moderna e contemporanea dell’Università di Catania, il prof. Giovanni Salonia, ofm, psicologo, psicoterapeuta, professore di psicologia sociale, stimato luminare della Psicologia della Gestalt, direttore della Scuola di Specializzazione in Terapia della Gestal Kairos e la prof.ssa Paola Argentino, psichiatra, direttrice dell’Istituto di Neuroscienze e Gestalt “Nino Trapani”, si sono rivelati profondi conoscitori dell’animo umano, con tutte le dinamiche e le sfaccettature: animo, psiche, spirito.

Hanno reso la conversazione di un’attualità sconvolgente come d’altra parte sono sempre i valori etico-religiosi e politico-sociali della tragedia greca classica.

 Il prof. Salonia ha dichiarato che l’elemento propulsivo del confronto con la saggezza del mondo greco come viene rappresentata nelle tragedie, è comprendere il mistero dell’uomo e dell’uomo che soffre.

Al centro il problema del dolore, della colpa, della responsabilità, del castigo. Da dove viene all’uomo il dolore? Esso viene solo dalla condizione umana o all’interno della condizione umana esiste la responsabilità del singolo?

E’ stata un’affascinante indagine sulla relazione tra colpa, pena,espiazione, conoscenza. E proprio la riflessione su Agamennone, sul figlicidio, sul uxoricidio e poi, sfociando su Oreste,sul suo matricidio ci portano a riflessioni di tragica attualità. Agamennone che uccide la figlia per la patria, Ifigenia dalle due anime, prima implora il padre di non sacrificarla e poi accoglie la causa del padre e va alla morte in silenzio, Clitemnestra , madre di Ifigenia, che vendica la figlia uccidendo Agamennone, ecco una successione di atti sacrileghi e che però non sono lontani da noi e non solo in quei fatti tragicamente cruenti, ma spesso questi atti si riscontrano nelle genitorialità, nei rapporti d’affari, nelle piccole comunità come nelle grandi comunità mondiali.

E per la prof.ssa Argentino, psichiatra e psicoterapeuta, ancora oggi, la donna spesso è considerata propensa al sacrificio e al silenzio, donna/casa in contrapposizione all’uomo/polis, questi nuclei sociali sono interdipendenti ma spesso ancora distanti.

Così le relazioni sono stati illuminanti per noi uomini di questo tempo senza certezze e nostro malgrado catapultati in una guerra al cuore dell’Europa.

C’è una speranza per l’uomo che soffre? I relatori hanno parlato dell’importanza della parola, del contatto. Ogni contatto, in ottica terapica gestaltica, implica una fase conflittuale nella quale entrano in crisi gli equilibri esistenti e una fase costruttiva attraverso la quale si perviene ad una nuova sintesi. “E’ una sola parola che basta a salvare una vita” e questa parola per il prof. Sichera è amore. Spogliando questa parola da interpretazioni di tipo barocco, mieloso o troppo romantico dire amore significa incontro.

Incontro in cui la fatica della relazione significa essere aperti al dialogo con il pensiero altrui, disposti ad ascoltare, capaci di compagnia e insieme di pensiero, di comprensione del corpo e di creatività della parola.

La parola, la speranza e il perdono, solo queste categorie relazionali, potranno salvare l’umanità.

D. S. Concetta Mongelli

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Ru486: la pillola per l’aborto fai da te. Il punto di vista dello psichiatra Dott. Franco Lauria

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Ru486. La pillola per l’aborto fai da te.

50 anni fa la pillola antifecondativa separava per la prima volta nella storia dell’umanità il piacere sessuale dalla gravidanza.Fu una rivoluzione, una liberazione da un incubo. E la novità piacque anche ai maschi che da allora hanno più donne disponibili al sesso per il sesso. Al sesso con amore, ma  anche al sesso senza amore.

Ma la modernità non si ferma qui ed oggi l’industria cerca di rendere sempre più facile, indolore, veloce e gratuita l’interruzione volontaria della gravidanza. La pillola Ru486 la puoi usare in casa, in piena autonomia,  facile facile. E voilà il gioco è fatto. Il bimbo non c’è più. Si perché l’industria viene incontro alle esigenze di un Sistema che non vuole più nuovi nati, almeno nell’ Occidente postcapitalista. 

Bisogna convincere le donne che abortire è normale, non è un trauma, non è un atto vergognoso, è solo una Terapia.  Viene usata la parola Terapia come se la gravidanza fosse una patologia.Un evento patologico da curare con l’espianto. 

Che la gravidanza sia messa sullo stesso piano di una patologia lo dimostra anche il fatto che nell’ipotesi in cui non fai l’aborto comunque devi fare controlli medici, analisi, ecografie, addirittura già prima della gravidanza. Cosi se decidi di fare un figlio tutta l’attenzione è medicalizzata e scientizzata. Dall’inizio alla fine. Non c’è più il mistero della vita, non c’è poesia, non c’è meraviglia, non c’è stupore. C’è calcolo, valutazione pro e contro, razionalità, pianificazione, progetto ingegneristico.C’è scienza e apatia. E lo stesso avviene se non vuoi il figlio. La scienza dice: è solo un grumo di cellule, qualcosa che assomiglia ad un foruncolo, che come il foruncolo si può spremere e cacciare via. 

Il mistero della vita, l’amore per la vita non è più contemplato. L’uomo apatico lo è sia se decide di fare il figlio sia se decide per l’aborto.  L’apatia è un esigenza intrinseca alla razionalità della scienza. E noi stiamo costruendo una società scientifica cioè  apatica. Sul modello del Robot l’uomo moderno si robotizza lui stesso. 

Il figlio è il prodotto di un progetto, se non è nel progetto viene spremuto e buttato nel cesso.Non c’è Dio nel progetto, non c’è Spirito, non c’è miracolo. C’è scienza, tecnica,  ragione, matematica, calcolo. Insomma non c’è amore.  

Non c’è il dono di Dio. E se non è un dono di Dio allora è solo un fatto scientifico  di competenza della scienza o lo vuoi o non vuoi. E la scienza ti viene incontro in entrambi i casi. Devi comunque fare i conti con la scienza. Mai con Dio. Dio non c’è. Dio è morto.

E la società nichilista, la società senza Dio programma e fa progetti come può fare un ingegnere che progetta un ponte. Se cade il ponte non è la fine del mondo. Se fai un aborto non è successo nulla. Sei tu la madre e tu sola comandi, tu sola decidi, da sola prendi la 486, a casa tua. Tu dai la vita e tu la prendi. Potere totale. Il maschio non conta nulla.  L’Io ha sostituito Dio.  E tu sei sola.

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Come scrivere un libro per bambini: la ricetta di Giuliana Fraglica

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Il settore della lettura per bambini è in continua crescita, lo sa bene Giuliana Fraglica, la scrittrice gelese che ha pubblicato tre libri per bambini, “Scintilla”, “Tuono” e “Tu sei una meraviglia”. Un sogno da bambina diventato realtà per merito della sua ammirazione per il mondo fantastico delle fiabe che leggeva.


<<È grazie ai bambini che amano leggere che si evolve il mercato della lettura – afferma Giuliana – ma grazie soprattutto ai genitori che ci tengono a dare stimoli creativi ai loro figli>>.

Ma c’ è di più, perché Giuliana sostiene che per i loro figli i genitori dovrebbero preferire investire dei soldi in un libro piuttosto che in un panino da fast food o in un giocattolo, perché leggere riempie la mente e il cuore.
Per questo le piacerebbe che le mamme e i papà a sostegno della lettura fossero sempre di più.


Regalare un libro ad un bambino vuol dire offrirgli uno strumento che ha un impatto positivo sulla sua crescita: lo aiuterà ad interpretare meglio il mondo, a trovare ispirazione, svago, allenando la fantasia. Senza contare che leggere permette di immedesimarsi nelle vite degli altri, aprendo nuovi orizzonti e coltivando la dote dell’empatia.
Scrivere libri per bambini per Giuliana significa dire la verità e trasmettere i valori autentici della vita, valorizzare ogni bambino per quello che è, e auspicare in una società dove al primo posto venga messo l’umano.

Inoltre la scrittrice gelese ci dà la ricetta per scrivere un buon libro:
-100 grammi di sogni ad occhi aperti,
-1 litro e mezzo di passione da coltivare giorno per giorno,

  • 2 panetti di disordine creativo,
    -tempo quanto basta,
    -1 spolverata di fiducia nel proprio istinto,
  • lasciare fiorire il bambino che è in te.

La stessa ricetta l’ha portata già ad iniziare a scrivere un quarto libro che presto sarà disponibile in tutte le librerie d’Italia.

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Direttore Responsabile: Giuseppe D'Onchia
Testata giornalistica: G. R. EXPRESS - Tribunale di Gela n° 188 / 2018 R.G.V.G.
Publiedit di Mangione & C. Sas - P.iva: 01492930852