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“I dadi delle fiabe”, il nuovo progetto di Caputo ed Enedino

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S’intitola “I dadi delle fiabe” il nuovo libro di Gianni Caputo ed Elisa Enedino. Un testo dal carattere ludico-didattico per stimolare la fantasia dei più piccoli e coinvolgere nei giochi tutta la famiglia. “Componi i dadi, inventa e racconta” è infatti l’invito dei due autori, con Caputo che si è occupato della parte testuale e grafica ed Enedino che invece ha curato le illustrazioni. Un progetto nato dalle iniziative che i due hanno portato avanti nel corso degli anni, attraverso diversi laboratori didattici proposti ai più piccoli. Nel testo grazie alle indicazioni che si trovano sul gioco dei dadi ci sono tutte le regole per costruire una storia, dalla scelta del protagonista a quella dell’antagonista passando per il filo narrativo.

Di particolare importanza anche l’aspetto lessicale, con la possibilità di apprendere nuove parole importanti per la crescita dei bimbi. Il libro di Gianni Caputo ed Elisa Enedino è disponibile su Amazon, i due sono partner sia nel lavoro che nella vita privata: «La nostra bimba Anita – dicono – è oggi per noi la fonte d’ispirazione dei nuovi libri che stiamo progettando in questo periodo». Amore, lavoro e passioni che s’incrociano in questo libro-gioco proposto ai bambini dai 4 anni e a tutti i loro familiari.

(Nella foto Gianni Caputo ed Elisa Enedino)

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Il letamaio nei pressi della stazione ferroviaria

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Zona della stazione ferroviaria ridotta ad un letamaio. Rifiuti di ogni genere, aree verdi abbandonate al loro destino: quello che dovrebbe essere il biglietto da visita della città per chi arriva da fuori con i treni è una zona che fa venire subito voglia di scappare 

Per fortuna i treni non passano, alla stazione di Gela non scende che un numero sparuto di cittadini. Non c’è da stare allegri ma è così. 

Restano sul tappeto gravi problemi igienici causati in parte da gelesi sporcaccioni ma , ancor di più, dicono i residenti della zona – da famiglie slave che hanno fatto della zona la loro residenza abituale. 

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Penalisti in lotta per il giusto processo

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I Penalisti italiani, riuniti presso il centro congressi di Roma eventi Fontana di Trevi, hanno rivendicato con forza il principio di immutabilità del Giudice, sancito dalla Carta Edu e dalla Costituzione italiana all’art. 111, comma 3, messo in discussione dalle Sezioni Unite Bajrami.


“Il principio in questione – dice l’ avv Angelo Gaccione presente alla manifestazione- implica che il processo sia deciso dallo stesso Giudice, che ha compiuto tutte le attività dibattimentali (art. 525, comma 2, cpp).
Per cui, l’UCPI chiede che sul piano ordinanentale sia previsto l’obbligo per il Giudice di completare tutti i processi prima di essere trasferito o destinato ad altra sede, come già prevede una direttiva del CSM, rimasta inattuata.
Solo, in questo modo, si garantisce il diritto del Giudice ad essere posto nelle migliori condizioni per decidere, avendo egli seguito tutto il processo.
Allo stesso tempo, si attuano i principi di oralità e immediatezza, intesi quale assenza spazio-temporale fra Giudice e prova, sicché il Giudice apprende la prova dalla viva voce dei testimoni, senza il diaframma dell’atto scritto, garantendosi il diritto dell’imputato ad essere giudicato dal giudice della prova.
La video-registrazione, prevista dalla delega Cartabia, pur in linea con Corte Cost. 132/2019, non soddisfa appieno, atteso che essa può sostituire il verbale scritto e mai la formazione orale della prova nel contraddittorio tra le parti.
In ogni caso, le Camere penali chiedono che si proceda sempre alla rinnovazione della prova in caso di mutamento del Giudice e che, in caso contrario, la normativa delegata preveda un’apposita udienza in cui procedere alla visione delle riprese.
Ciò, al fine, di garantire il giusto processo.”

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I legali aderiscono allo sciopero

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C’è anche una rappresentanza degli avvocati di Gela allo manifestazione nazionale che si tiene a Roma oggi. Le ragioni dell’astensione dalle udienze indetta il 14.6.2022 per i giorni 27 e 28 giugno 2022 dall’UCPI a cui ha aderito la Camera Penale ‘Eschilo’ di Gela, sono da ricercare nel fatto che si vuole garantire alla persona imputata l’oralità del processo (garantito dall’art.111 della Costituzione) e l’immediatezza del giudizio nel senso che a decidere sia lo stesso giudice che ha assunto le prove dichiarative per come previsto dall’art. 525 cpp. “Nei tribunali ravvisiamo un uso eccessivo nella possibilità di consentire la decisione ad un giudice diverso da quello che ha assunto le prove – spiega l’ Avv Rocco Guarnaccia, Presidente della Camera Penale’Eschilo’ di Gela – soprattutto nel caso di trasferimento ad altra sede del giudice che ha svolto l’istruttoria dibattimentale, così venendo traditi i principi stabiliti dalla Costituzione e dal codice di rito. Tra l’altro è rimasta pressoché lettera morta quella direttiva del CSM che invita i giudici prossimi al trasferimento a concludere i processi loro assegnati, per cui è auspicabile che il Legislatore normi tale direttiva al precipuo fine di evitare la palese violazione del principio dell’oralità e della identicità tra persona giudice che partecipa alla formazione della prova in dibattimento e persona giudice che decide”. Il Consiglio dell’ordine degli avvocati di Gela ha indetto lo stato di agitazione che potrebbe sfociare anche allo sciopero per le ataviche carenze di personale che non coincide con la mole di lavoro.

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Direttore Responsabile: Giuseppe D'Onchia
Testata giornalistica: G. R. EXPRESS - Tribunale di Gela n° 188 / 2018 R.G.V.G.
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