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Cronaca

Gela, ancora politici nel mirino: incendiata l’auto del consigliere di Diventerà Bellissima, Gabriele Pellegrino

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La criminalità continua ad alzare il tiro e continua a colpire soggetti impegnati nella vita politica. Nella notte è stata incendiata la Smart di Gabriele Pellegrino, imprenditore affermato e consigliere comunale di Diventerà bellissima, il movimento del presidente Musumeci.

Pellegrino è alla sua prima esperienza politica.Si è candidato per la prima volta nel 2019 in una lista civica di centrodestra risultando il consigliere più votato in assoluto.

I malviventi sono entrati in azione intorno alle 3 in via Romagnoli e le fiamme hanno danneggiato un pulmino posteggiata accanto alla Smart. I carabinieri hanno avviato indagini per comprendere se il grave atto intimidatorio sia legato all’attività politica o a quella di imprenditore di una ditta metalmeccanica che ha commesse in varie zone d’Italia.

In un mese sono tre i danneggiamenti di auto di soggetti impegnati in politica: prima la Jeep della consigliera Alessandra Ascia , poi la Lancia dell’ avv.Anna Comandatore, ex consigliere e dirigente di Diventerà bellissima lo stesso movimento cui ha aderito Pellegrino seguendo le orme dell’ex deputato Pino Federico. Mentre la vittima dell’ennesimo attentato, per il suo carattere combattivo, non si farà fermare dalle minacce di questo tipo, in città crescono tensione e paura. Con il diffondersi oggi della notizia vari attestati di stima e solidarietà sono giunti a Gabriele Pellegrino.

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Cronaca

Autoarticolato si ribalta sulla 417

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Uno spettacolare incidente si è verificato stamattina poso dopo le 12 sulla SS 417 Gela – Catania, nei pressi del bivio per Niscemi. Per motivi ancora in fase di accertamento da parte delle forze dell’ordine un autoarticolato si è ribaltato adagiandosi su un fianco. Sul posto anche i vigili del fuoco ed il servizio sanitario. Il traffico è stato deviato ed, naturalmente, è rallentato per permettere agli agenti di effettuare i rilievi.

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Cronaca

Bancarotta fraudolenta in società di smaltimento rifiuti, sequestro nel Nisseno

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Gravi irregolarità nell’approvazione dei bilanci di esercizio che avrebbero riportato perdite ritenute non reali e non giustificate, sono state scoperte dalla Guardia di Finanza di Caltanissetta, in seno all’organo direttivo di una nota società nissena di raccolta e smaltimento di rifiuti solidi urbani. Sei le misure cautelari dell’interdizione dall’esercizio di uffici direttivi per ed il sequestro di due opifici emessi, nel corso delle indagini preliminari, su richiesta della Procura di Caltanissetta.L’attività nasce da un esposto depositato presso la Procura della Repubblica del capoluogo nisseno.Dall’approfondimento degli input investigativi è emerso che attraverso negozi giuridici formalmente leciti, i componenti del Consiglio di amministrazione della società che ha sede a San Cataldo, avrebbero riversato sistematicamente beni strumentali e funzionali alla prosecuzione dell’attività predominante in una società di nuova costituzione, riconducibile agli stessi amministratori di fatto.La complessa operazione, condotta con l’ausilio di attività tecniche, si è conclusa con l’applicazione della misura cautelare personale dell’interdizione dall’esercizio di uffici direttivi a carico di 6 soggetti, in concorso tra loro, per il reato di bancarotta fraudolenta impropria e con l’emersione, a seguito di accertamenti patrimoniali delegati, di una disponibilità di beni per un valore ammontante a più di 3 milioni di euro, sottoposti alla misura cautelare reale del sequestro.

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Attualità

Giudice: “spegnere i riflettori sui guasti della sanità pubblica sarebbe grave sotto  il profilo morale”

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Qualche giorno fa il consigliere indipendente Paola Giudice ha segnalato i disservizi dell’ospedale fra cui figuravano gli ascensori fuori uso. Tempestivamente uno dei due ascensori inutilizzabili temporaneamente è stato ripristinato. Ma non basta. Adesso ne funzionano due su tre.

“Non penso di avere particolari meriti in riferimento alla segnalazione in forma scritta inviata ai vertici dell’ospedale Vittorio Emanuele di Gela e al Direttore Generale dell’Asp in relazione al blocco di parte degli ascensori presso il presidio Ospedaliero di Gela. – commenta il consigliere Giudice –

Prendo atto dell’intervento risolutivo a beneficio di centinaia di persone nonché del personale e ritengo doveroso sottolineare la mia idea del ruolo di consigliere comunale eletta per dare voce ai miei concittadini che non ne hanno.

Consapevole, quindi, di non avere fatto nulla di straordinario né di eclatante ribadisco che spegnere i riflettori sui guasti della sanità pubblica sarebbe grave sotto  il profilo morale, politico e istituzionale, anche per questo trovo allarmante l’esaltazione del ceto politico che da decenni occupa la poltrona all’ARS e nulla ha fatto per l’ospedale di Gela, precario da tutti i punti di vista malgrado la presenza di tanto personale, dai medici agli  ausiliari in servizio.

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