Seguici su:

Rubriche

“Arriva l’estate… Uniti per la pelle”: Campagna di prevenzione dei tumori cutanei

Pubblicato

il

Dal 1 al 15 giugno tutti gli interessati possono prenotare la visita gratuita di prevenzione dei tumori cutanei al LINK:

https://bit.ly/3wO8Xls

Si avvicina l’estate e il controllo dei nei cutanei, nell’ambito della consueta vocazione della LILT in tema di prevenzione oncologica, ha l’obiettivo di richiamare l’attenzione:

·         sulla prevenzione del melanoma, patologia ad alto potenziale metastatico con significativo aumento dì nuovi casi per anno;

·         sull’importanza di una corretta esposizione ai raggi solari

·         sul divieto di esporsi per scopi voluttuari a lampade artificiali per i minorenni e comunque limitarne l’uso negli adulti.

Il melanoma rappresenta il paradigma più suggestivo tra le neoplasie ad elevata malignanza, in grado di essere contrastato altrettanto efficacemente attraverso le attività di prevenzione primaria, basate sulla corretta esposizione al sole, e dì prevenzione secondaria per diagnosticare precocemente la malattia con l’autoesame della pelle e lo screening clinico-dermatoscopico effettuato dallo specialista dermatologo.

“Il modo più efficace per combattere questo tumore è la prevenzione – spiega il dott. Aldo Amico presidente LILT Caltanissetta –  la diagnosi precoce rappresenta il più efficace strumento per il controllo clinico-prognostico del melanoma cutaneo che, se diagnosticato in fase iniziale, nel 90% dei casi può essere sconfitto”.

A tutti coloro che prenotano, oltre ad effettuare la visita gratuita dermatologica, sarà distribuito materiale informativo per la corretta esposizione al sole.

Per l’esecuzione dell’indagine strumentale (dermatoscopia digitale) si richiede un contributo spese forfettario di € 30,00

clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Economia

Agricoltura in ginocchio fra siccità e caro-carburante. Intervista al Presidente di “Insieme per la terra”

Pubblicato

il

Fra le tante crisi che stanno investendo l’Italia c’è quella della siccità che flagella l’agricoltura e del caro carburante. La siccità è un fenomeno che si ripete da anni ma che solo di recente si è guadagnata le platee dei telegiornali, il caro carburanti è un riflesso della pandemia che interessa tutti i settori merceologici. Ne abbiamo col Presidente della Fondazione ‘Insieme per la Terra’ , Nicola Gozzoli, Ente deputato alla difesa ed al rilancio del Made in Italy agricolo e agroalimentare che ci ha concesso un’intervista esclusiva:


Presidente, il gasolio agricolo ha oramai superato 1,5 euro al litro. Cosa dovrebbe fare il Governo per bloccare questa crescita?

“A mio giudizio, l’unica cosa possibile è applicare una misura di emergenza ossia utilizzare l’azione d’oro posseduta dal Ministero dell’Economia nell’Eni. In sintesi, portare il prezzo del gasolio agricolo al costo di produzione industriale così da rallentare la crescita dei prezzi dei generi alimentari e quindi rallentare la crescita dell’inflazione”

Finalmente i giovani stanno ritornando alla terra?


“Il ritorno alla terra dei giovani è di fatto una speranza giornalistica o meglio delle sindacali agricole. In realtà questo ritorno non esiste e mai è esistito. Obbiettivamente mi domando come possa un padre sperare che il proprio figlio continui a lavorare nell’azienda agricola di famiglia quando il prodotto deve essere svenduto sotto costo o addirittura lasciato a marcire in campagna. Davanti a questa agghiacciante realtà un padre preferisce sicuramente spingere il proprio figlio a lavorare in altri settori, magari al nord o all’estero”.

Che misure ha adottato la politica per contrastare la siccità?


“Nessuna. L’unica misura adottata dal politico, indipendentemente dal partito, è quella di assicurarsi l’incasso del suo stipendio. Come da manuale il politico di turno in estate si fa sempre intervistare per annunciare che avvierà una profonda discussione sull’argomento e quindi adotterà importanti provvedimenti. Poi all’atto pratico nelle città mancherà sempre l’acqua, nessuno riparerà o rifarà le condutture idriche, nessuno studierà la creazione di bacini idrici di emergenza, nessuna campagna d’informazione legislativa ed economica verrà implementata a sostegno delle energie alternative, nessun piano nazionale serio verrà predisposto contro gli incendi. Tanti annunci poi il nulla di fatto”.

Perché il mondo politico non prende a cuore il settore primario?


“Ce lo chiede l’Europa”. Questa è la risposta che il politico ripete a memoria quando qualcuno si permette di criticare o comunque discutere un suo provvedimento. In realtà è che al politico non interessa le problematiche del mondo agricolo perché non le capisce e perché sa che affrontare questi temi comporterebbe parecchio lavoro. Meglio dare colpa all’Europa e lasciare che Bruxelles si occupi di cosa è meglio coltivare in campo, quando raccoglierlo, quando concimarlo, che sotto prezzo fare. Negli anni la politica e le sindacali agricole hanno lasciato che la UE cancellasse o devastasse intere filiere italiane come le carni bianche e rosse, lo zucchero e, ora, il latte. Alcuni anni fa una mia amica compagna di studi mi aveva detto che l’Italia sarebbe diventata un Paese di soli servizi; inizialmente pensavo che esagerasse, ma poi con il passare del tempo ho capito che aveva perfettamente ragione”.

Continua a leggere

Rubriche

La salute mentale ai tempi del Covid: psichiatri a confronto

Pubblicato

il

Le comunità alloggio Led di Niscemi con il Patrocinio del Comune di Niscemi, dell’ Assessorato della Salute Regione Siciliana, della Direzione Generale ASP di Caltanissetta
hanno organizzato il Convegno Nazionale: LA SALUTE MENTALE AI TEMPI DEL COVID che si è tenuto oggi presso le Comunità LED di Niscemi C.Da Femmina Morta-
I lavori sono stati aperti dal Direttore Tecnico della Comunità LED di Niscemi Larissa Rizzo e dal Direttore Sanitario CTA “Cenacolo Cristo Re” Biancavilla CT Gaetano Internandi.

Cosa è accaduto nelle menti delle persone che hanno vissuto l’impatto della pandemia. Si è verificato un aumento significativo dei problemi di salute mentale nella popolazione generale nel primo anno della pandemia. Sebbene i dati siano misti, l’età più giovane, il sesso femminile e le condizioni di salute preesistenti sono stati spesso fattori di rischio segnalati.

Il lockdown ha rallentato tutte le attività sanitarie non connesse alla cura di pazienti affetti da Covid-19, tra cui quelle erogate dai servizi che si occupano della salute mentale. Il primo studio al mondo sulle conseguenze psicopatologiche correlate allo stress dovuto dalla pandemia in individui affetti da disturbi mentali importanti è stato condotto dall’Università Federico II di Napoli e pubblicato sulla rivista Psychological Medicine. Questo studio ha messo alla luce che le persone affette da disturbi mentali hanno manifestato un disagio correlato alla pandemia molto più grave rispetto al resto della popolazione a causa di maggiore stress, ansia generalizzata e sintomi depressivi tali da poter portare allo sviluppo di una sintomatologia severa. A Gela ha chiusi il reparto di diagnosi e cura di psichiatria ed ha rischiato molto il mese scorso anche il reparto di Caltanissetta. I servizi ambulatoriali chiusi per anni, sono stati riattivati grazie ad un professionista in pensione: in questi giorni stanno subendo un altro stop per indisponibilità di personale.

La pandemia in atto ha portato a delle negative conseguenze indirette sulla cura delle altre malattie presenti nel mondo. Dal mese di marzo 2020 la continuità terapeutica di importanti malattie croniche è stata compromessa dal Covid-19. La situazione è stata denunciata da alcune importanti fondazioni come la Fondazione Italiana per il Cuore oppure la Fondazione Italiana di Ricerca sulle Malattie dell’Osso. Anche i pazienti oncologici ne hanno risentito in maniera vistosa per il fermo delle terapie chemioterapiche. E poi c’è stata la paura che ha inciso fortemente sulle personalità meno forti. La chiusura delle città che ha avuto refluenze importanti su chi già soffre di patologie mentali. L’aumento del numero dei suicidi. Si parlerà di questo, non senza gli aspetti che interessano la sfera della legislazione, al Convegno che impegnerà i professionisti per un’intera giornata.

Ecco il programma delle attività:

Alle 9 è stato pronunciato l’intervento del Presidente Società Italiana di Psichiatria Democratica Antonello D’Elia sul tema: ‘Covid e Salute Mentale a due anni dall’inizio della Pandemia’.
A seguire l’intervento del Presidente del Tribunale di Gela Roberto Riggio su
‘I Protocolli Operativi in tema di misure di sicurezza psichiatriche deliberate dal Consiglio Superiore della Magistratura nella risoluzione del settembre 2018’.
Rosanna Provenzano – Direttrice Ufficio Esecuzione Penale Esterna (U.E.P.E.) di Caltanissetta – Enna ha intrattenuto sul tema ‘Esecuzione Penale Esterna: Profili applicativi per una Giustizia di Comunità’

Il Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Caltanissetta Renata Giunta ha tracciato una panoramica sull’Esecuzione Penale e la Salute Mentale.

Raffaele Galluccio – Psichiatra, membro Direttivo Nazionale della Società
Italiana di Psichiatria Democratica
Attuazione dei Protocolli Operativi del Consiglio Superiore della Magistratura in tema di misure di sicurezza psichiatriche
11.45 – 12.15 – Dott. Livio Forturello – Psichiatra DSM ASP 3 Catania

  • Dott. Salvatore Caminita – Assistente Sociale ASP 3 Catania Dipartimento di Salute Mentale
    L’Istituzione dei Protocolli Operativi da parte del CSM: Applicazione in provincia di Catania
    12.15 – 12.45 Dott.ssa Maria Luisa Sancio – Tecnico specializzata in Psichiatria e Psicologia Forense
    Trascuratezza ed abbandono: l’impatto negativo delle restrizioni pandemiche sulle persone con disabilità e sui minori
    12.45 – 13.15 Dott. Salvatore Aprile – Direttore Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza di Caltagirone
    Impatto della pandemia sulla REMS di Caltagirone
    13.15 – 14.00 Lunch break
    Sessione Pomeridiana
    14.00 – 14.30 Saluti Istituzionali
    Evelin Toscano – Vice Presidente delle Comunità LED di Niscemi
    Geom. Filippo Toscano – Legale Rappresentante delle Comunità LED
    Avv. Massimiliano Conti – Sindaco di Niscemi
    Dott. Ing. Alessandro Caltagirone – Direttore Generale ASP Caltanissetta
    Dott. Giovanni D’Ippolito – Presidente Ordine dei Medici di Caltanissetta
    On. Dott. Giuseppe Arancio – Commissario e Segretario VI Commissione Sanità ARS Sicilia
    14.30 – 15.00 Dott. Fiorentino Troiano – Psichiatra, componente Commissione Regionale della Salute Mentale Assessorato alla Salute Regione Siciliana
    I servizi di Salute mentale in Sicilia: Sviluppo dell’assistenza e situazione attuale
    15.00 – 15.30 Dott. Massimo Cacciola – Direttore DSM di Caltanissetta
    La mente e la pandemia
    15.30 – 16.00 Dott. Domenico Di Natale – Ambulatori di Neuropsichiatria infantile di Caltanissetta – Gela
    Emergenze Psicopatologiche sulla popolazione dei minori durante e dopo la Pandemia
    16.00 – 16.30 Dott. Francesco Emanuele Lauria – Psichiatra – Già Direttore DSM Gela
    Emergenze psicopatologiche sulla popolazione adulta pre e post pandemia nel Territorio del Distretto Sanitario di Gela
    16.30 – 16.45 Coffee break
    16.45 – 17.30 Dott. Luca Interlandi – Cooperativa Sociale “Alisea” di Caltagirone
    La Riabilitazione Psicosociale: Tecniche d’intervento, moduli interazionali ed organizzativi nelle comunità, nuovi percorsi terapeutici
    17.30 – 18.00 Avv.ta Maria Grazia Caruso – Foro di Catania – Coordinatrice Regionale per la Sicilia Associazione “Diritti in Movimento”
    La figura dell’Amministratore di Sostegno tra vecchie criticità e nuove prospettive di riforma
    18.00 – 18.30 – Dott.ssa Viviana Cona – Dirigente Psicologa Presidio Ospedaliero Niscemi
    Servizio psicologico delle cure primarie Presidio Ospedaliero “Basarocco” di Niscemi
  • Dott. Alfonso Cirrone Cipolla – Direttore Sanitario Ospedale di Niscemi
    Assistenza Psicologica Ospedaliera: Nuove frontiere
    18.30 – 19.00 Verifica apprendimento partecipanti

Continua a leggere

Lo Scrivo a Il Gazzettino di Gela

L’inceneritore di Düsseldorf c’è dal 1957 e sono tutti vivi

Pubblicato

il

La redazione de ‘ilgazzettinodigela’ è stata contattata da Giuseppe Tizza un cittadino originario di Niscemi ma residente in Germania da un cinquantennio. Segue il nostro giornale ed ha molti interessi anche nel campo culturale, non ultimo il ‘Pirandello tedesco’ in considerazione del fatto che lo scrittore girgentano ha studiato a Bonn. Segue anche le cronache che stanno occupando le testate giornalistiche ed i social locali sul tema del termovalorizzatore che, a distanza di 60 dall’installazione tedesca, viene rifiutato oggi a Gela come se fosse una scoperta dell’ultim’ora. Ecco cosa ci scrive:

“L’inceneritore di Düsseldorf è stato inaugurato nel 1957 e siamo tutti vivi. Dispone di tre punti fuoco, quindi tre unità indipendenti dove vengono conferiti i rifiuti che vengono trattati  indipendentemente l’uno dall’altro.  Nei primi anni di attività , quando c’era ancora molta spazzatura da eliminare venivano mantenuti in marcia tutti. Con l’introduzione della differenziata la quantità di spazzatura si è sempre più ridotta, tanto da arrivare alla situazione attuale.

Oggi un punto fuoco è sempre acceso, uno è sempre spento ed il terzo, a seconda della necessità viene acceso di tanto in tanto: succede ad esempio quando arriva spazzatura dall’Italia con i costi aggiuntivi per la nazione che si serve di strumenti altrui. Uno delle dei provvedimenti che ha portato alla riduzione della spazzatura in modo evidente è stata l’introduzione degli incentivi.

Uno dei metodi è il riciclo  delle bottiglie che in Italia veniva adottato fino agli anni 70. Nella vendita delle bibite rivenditore trattiene una cauzione di  0,25 € per ogni bottiglia o la lattina. Quando il cliente riporta la bottiglia indietro e la può riportare in qualsiasi negozio perché non ha l’obbligo di riportarla là dove l’aveva comprata riceve indietro questi 0,25 €.

Molte persone bisognose e non fanno della raccolta delle bottiglie e delle lattine come un secondo lavoro.

Si vedano spesso in giro delle persone dedite alla raccolta di bottiglie o di lattine, spesso in maniera così discreta tanto che se non si presta attenzione nessuno se ne accorge. Il risultato è che oggi in Germania non si vede mai ai bordi della strada una bottiglia o una lattina.

Tuttavia esiste il fenomeno dell’abbandono della spazzatura soprattutto in alcuni quartieri un po’ degradati e poco puliti ma è veramente un caso raro.

Basta telefonare all’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti, o meglio ancora scrivere una mail per  ottenere la bonifica del sito

Ho conosciuto degli italiani che lavoravano  presso l’inceneritore. Utilizzare l’esperienza di qualcuno di questi che hanno lavorato nella struttura, oppure far venire qui di proposito degli esperti per studiare come funziona il tutto e successivamente usare la sua professionalità potrebbe essere un metodo praticabile.

Per qualsiasi iniziativa sono a vostra disposizione sia per creare il contatto come anche per gestire problemi. Fra le altre cose da diversi anni Palermo e Düsseldorf sono gemellate. Il sindaco Orlando è venuto spesso qui per vari motivi, ma non per la gestione dei rifiuti”.

Giuseppe Tizza

 La raccolta differenziata in Germania è obbligatoria e gran parte dei rifiuti, oggi, viene effettivamente riciclato o compostato. Nelle grandi città come Berlino, ogni condominio ha i suoi cassonetti, che vengono svuotati regolarmente dai servizi di nettezza urbana, mentre nelle zone meno densamente popolate la raccolta dei rifiuti viene organizzata in base alle unità abitative e, in alcuni casi, è necessario conferire i rifiuti presso i centri di raccolta o aspettare più a lungo perché vengano ritirati.

Smaltire i rifiuti in modo non corretto obbliga il personale dei centri di smistamento a separare gli elementi mal collocati per ridistribuirli correttamente, il che si traduce in uno spreco di tempo, denaro ed energia. Se non si differenziano correttamente i rifiuti, il padrone di casa può emettere una nota di richiamo. Se si ha la prova che un inquilino manca ripetutamente di effettuare la raccolta differenziata, il padrone di casa può addebitargli i costi supplementari in cui incorre il condominio intero a causa delle ripetute violazioni della legge sullo smaltimento dei rifiuti. Se il condominio si trova a sostenere costi più alti per via della mancata differenziazione dei rifiuti, ma non è possibile individuare i responsabili, tali costi verranno recuperati da tutti gli inquilini con un incremento delle spese condominiali. Se a non differenziare i rifiuti è il proprietario, questi si troverà a sostenere costi più alti per lo smaltimento dell’immondizia. Inoltre, se le violazioni si ripetono, si rischia di incorrere in multe anche molto salate.

Lo Pfand è una vera e propria istituzione della vita in Germania. Si tratta di quello che un tempo in Italia si chiamava “vuoto a rendere”, ovvero di quel tipo di confezioni (bottiglie di vetro e plastica e lattine di alluminio) che può essere conferito presso appositi punti di raccolta, per esempio nei supermercati, per ottenere un buono equivalente al valore dei vuoti resi, con il quale è possibile fare altri acquisti.

Di fatto questo vuol dire che, ogni volta che si acquista una bottiglia d’acqua, si paga un prezzo leggermente maggiorato e si può recuperate il valore del “deposito” se la si riporta indietro, facilitando così il corretto smaltimento di quei rifiuti. Per questo, spesso, si vedono bottiglie di vetro o di plastica depositate accanto ai cestini pubblici: chi consuma una bevanda per strada, invece di gettare la bottiglia, la lascia ben accessibile perché chi ne ha bisogno possa ottenere qualche euro con il quale fare la spesa.

Continua a leggere

Più letti

Direttore Responsabile: Giuseppe D'Onchia
Testata giornalistica: G. R. EXPRESS - Tribunale di Gela n° 188 / 2018 R.G.V.G.
Publiedit di Mangione & C. Sas - P.iva: 01492930852