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Ferrovie siciliane, stanziati 134 milioni per altri 12 treni di ultima generazione

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Nuovi investimenti della Regione per continuare ad ammodernare il “parco treni” in Sicilia. Il governo Musumeci ha stanziato altri 134 milioni di euro per l’acquisto di altri 12 treni: otto nuovi “Pop” e 4 altri treni elettrici di ultimissima generazione. L’acquisto programmato dall’assessorato ai Trasporti, attingendo a Fsc, Pnrr e Fesr, arricchisce così la flotta già rinnovata dai 25 “Pop” entrati in servizio nell’ultimo triennio e dai 22 treni bimodali “Blues”. «Dall’inizio della legislatura abbiamo destinato circa 500 milioni di euro al rinnovo dei mezzi su rotaia e al miglioramento della qualità dei servizi» commenta l’assessore Marco Falcone.

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Parola d’ordine: rigenerazione ambientale

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“Il concetto di rigenerazione deve rappresentare uno dei principi ispiratori di un qualsiasi governo del territorio che voglia coniugare le esigenze di crescita economica con gli obiettivi di sostenibilità ambientale”. Così il presidente di Sicindustria, Gregory Bongiorno, intervenendo oggi agli “Stati Generali per la Rigenerazione dei Territori”, organizzati dalla Camera Forense Ambientale in collaborazione con il Commissario Unico di Governo alla bonifica delle discariche abusive. “Di certo – ha aggiunto Bongiorno – rispetto agli anni passati, di progressi ne sono stati fatti e la strada intrapresa verso una transizione green è quella giusta. Bisogna bonificare i territori realizzando servizi, infrastrutture verdi, insediamenti industriali sostenibili, impianti per il trattamento dei rifiuti e di depurazione dell’acqua. Senza dimenticare gli interventi di messa in sicurezza per contenere il rischio idrogeologico. Si tratta di compiti complessi che richiedono considerazioni, competenze e investimenti di altissimo livello. Per questo occorre continuare a lavorare per formare una classe dirigente di qualità in grado di affrontare al meglio le sfide attuali e future. Di certo, l’idea di sviluppo non può prescindere da quella di sostenibilità. Le imprese lo hanno capito da un po’. Occorre, però, che ci si muova tutti insieme verso questa direzione, che è l’unica capace di garantire un futuro ai nostri figli”. Per Gela il concetto è lontano anni luce visto che in fatto di ambiente la citta’ è ancora all’anno zero..

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Emittenti Radiotelevisive da salvare: la REA continua trova nuovi spazi

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Roma – Il 30 novembre 2022, presso la Sala della Stampa Estera di Roma si è svolta la
Conferenza sulla crisi del settore radiotelevisivo locale indetta dalla REA – Radiotelevisioni Europee Associate e dal sindacato Libersind/Confsal. La Conferenza rappresenta il prosieguo dell’incontro del 24 novembre 2022 con la Presidenza del Consiglio
dei ministri a Palazzo Chigi per sensibilizzare il Governo alla soluzione della crisi del settore mediante interventi concreti di Legge con emendamenti relativi al “caro bolletta elettrica”, costi di “affitto della capacità trasmissiva” e alla “riforma del DPR 146/17” con eque misure di sostegno al Pluralismo informativo e alla innovazione tecnologica come indicato dalla Autorità Antitrust nelle risoluzioni n. 6 del 22 gennaio 2021 e n. 21 del 20 maggio 2020. Il Segretario Generale Libersind/Confsal ha evidenziato che “Occorre prestare particolare attenzione ai livelli occupazionali in caduta libera” . “Si stima infatti che i maggiori costi di energia elettrica per far funzionare gli oltre 10 mila impianti di trasmissione radiofonica e gli esosi canoni di affitto per l’uso della capacità trasmissiva necessaria per
diffusione dei programmi televisivi possano provocare il rischio di una perdita netta di 1800 posti di lavoro.” Ha commentato il Presidente della REA Antonio Diomede, aggiungendo che “sarebbe la fine della
libera espressione e del pluralismo informativo voluto dai Padri costituenti con l’articolo 21 della
Costituzione e dalla sentenza 28 luglio 1976, n. 202 che pose fine al monopolio della RAI ora trasformato in oligopoli nazionali e che, dunque, o si tutela la libertà d’espressione e d’impresa o la Costituzione muore”. “Per scongiurare i rischi di chiusura per le emittenti locali, oltre alle già manifestate richieste al Governo
di emendamenti d’emergenza alla legge di Bilancio e al Decreto Legge “Aiuti Quater”, è quanto mai fondamentale costituire un appropriato Tavolo di lavoro permanente per l’Assetto della Radiotelevisione
Digitale per studiare modalità tali da permettere a tutte le imprese televisive locali di continuare il
servizio informativo sul territorio, considerato dalla Corte Costituzionale d’interesse generale,
assegnando una capacità trasmissiva di garanzia di 1,5 Mbit/s in modalità DVB-T2 ” conclude il
Presidente della REA, Antonio Diomede.
La Conferenza si è conclusa con l’Appello a Parlamento e Governo al rispetto degli articoli 21 e 41 della Costituzione per salvare le radiotelevisioni locali da chiusura certa a seguito di una legislazione che accentra in poche mani mezzi tecnologici e risorse economiche dello Stato – DPR 146/17 – comprimendo
oltre misura il pluralismo informativo e la libertà d’impresa editoriale.

“La REA SICILIA nel dare la propria adesione all’iniziativa – dice il rappresentante regionale Gaetano Casciana – ritiene che sia stato intrapreso un percorso utile per ridare vivacità alle emittenti radio e televisive locali. La sensibilità di questo Governo verso il settore dell’informazione locale porterebbe molteplici benefici dal punto di vista occupazionale e della qualità della stessa informazione”.

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Due minuti Due di Maria Concetta Goldini. Da ascoltare. Un sindaco o un commissario?

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