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La Polizia arresta due spacciatori grazie ad una segnalazione tramite l’applicazione Youpol

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Vittoria – Nei giorni scorsi a Vittoria, nell’ambito di mirati servizi finalizzati al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, gli uomini del Commissariato di Pubblica Sicurezza hanno tratto in arresto due stranieri, rispettivamente di 36 e 21 anni, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Mercoledì sera le volanti del Commissariato di Pubblica Sicurezza sono intervenute in piazza Manin  a seguito di una segnalazione anonima pervenuta alla Centrale Operativa tramite l’applicativo Youpol della Polizia di Stato, di un’attività di spaccio in atto ad opera di soggetti stranieri.

Sul posto i poliziotti prontamente intervenuti hanno notato, tra gli altri,  due uomini di cui uno con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio ed in materia di stupefacenti, che alla loro vista occultavano rapidamente qualcosa in diversi luoghi della piazza, allo scopo di disfarsene e recuperarlo successivamente.

Il gesto però non è sfuggito agli Operatori che hanno subito bloccato i due stranieri sottoponendoli a perquisizione personale estesa ai luoghi in cui i due erano stati visti nascondere qualcosa, con esito positivo.

Infatti, sono state rinvenute 34 stecchette di sostanza stupefacente del tipo hashish  singolarmente confezionate del peso complessivo di  circa 50 grammi e  la somma di euro 45 in banconote di vario taglio, provento dell’attività di spaccio;

In considerazione di quanto rinvenuto i due cittadini stranieri, irregolari sul territorio nazionale, sono stati tratti in arresto ed al termine delle formalità di rito sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Ragusa, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

La Polizia di Stato ricorda che con l’applicazione Youpol chiunque può  segnalare, anche in forma anonima, fenomeni di spaccio di stupefacenti, bullismo, maltrattamenti ed ogni altra tipologia di reato di cui il cittadino è testimone nella ferma  convinzione che ognuno è parte responsabile ed attiva nella vita democratica del Paese. L’App “Youpol” è facilmente installabile su tutti gli smartphone e tablet accedendo alle piattaforme per i sistemi operativi IOS e Android

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Attualità

Un ortopedico per l’ospedale di Gela da Mussomeli. Tuona il deputato Catania

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Palermo – Ieri lo scandalo sulla mancanza di ortopedici in corsia nei giorni festivi ed oggi l’ASP di Caltanissetta ha deciso di adottare un provvedimento per lo spostamento di un medico ortopedico dall’ ospedale Mussomeli a quello di Gela.

La defajance è stata rilevata domenica sera: al reparto di ortopedia non c’era alcun medico per curare una frattura scomposta. E’ emerso a seguito dell’incidente stradale a Montelungo che ha messo in luce tutti i problemi di un sistema sanitario ormai in caduta libera.

Una ragazza di 20 anni è rimasta gravemente ferita in un incidente avvenuto nei pressi di Montelungo che le ha provocato un frattura scomposta al femore e al gomito, ed una lesione dell’osso sacro.

Quindi la direzione generale di Caltanissetta ha deciso di adottare un provvedimento per lo spostamento di un medico ortopedico dall’ ospedale Mussomeli a quello di Gela.

Tuona il Deputato Assemblea Regionale Siciliana di FdI, Giuseppe Catania.

“A dimostrazione di quanto ho sostenuto – dice Catania – il nuovo Direttore generale vuole smantellare l’ospedale di Mussomeli.

Piuttosto che potenziare i servizi si limita a spostare i servizi da un ospedale all’altro come nel gioco delle tre carte.

Nessuna stabilizzazione e nessun potenziamebtondei servizi, anzi lo smantellamento di servizi eccellenti come l’ortopedia di Mussomeli.

Chiederò al Presidente Schifani che poceda alla rimozione del Direttore Generale Ficarra.

Mi auguro anche che le organizzazioni sindacali facciano sentire la loro voce a difesa dell’ ospedale Longo”.

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Attualità

Coapi, in Sicilia va in scena lo sciopero alla rovescia degli agricoltori

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Valguarnera – Coapi, in Sicilia va in scena lo sciopero alla rovescia degli agricoltori, dei braccianti e degli operai forestali contro l’abbandono delle terre. Viene operata la manutenzione dei campi abbandonati per la vera prevenzione degli incendi.

Il Coapi – Coordinamento Agricoltori e Pescatori Italiani in Sicilia porta in campagna lo sciopero alla rovescia degli agricoltori e dei braccianti contro la politica che favorisce gli incendi con l’abbandono delle aziende agricole. Agricoltori, braccianti e forestali a Valguarnera hanno messo in sicurezza un tratto di campagna abbandonata lungo un bosco del Parco Floristella, in provincia di Enna con l’utilizzo di un trattore e di un erpice: la pulizia dei terreni vicini ai boschi, come la manutenzione del sottobosco, è fondamentale nella prevenzione degli incedi che negli ultimi anni hanno arso l’isola. 

In Sicilia, secondo l’Istat, ci sono ben 600 mila ettari di terreni agricoli abbandonati a causa della crisi della zootecnia, indotta anche dalle politiche sanitarie che da trenta anni tentano invano di eradicare brucellosi e tubercolosi. Venendo meno l’opera di manutenzione del territorio, la Sicilia, oltre ad essere in piena emergenza siccità, è oggi la terra più esposta agli incendi boschivi e delle campagne abbandonate.

“La protesta del Coapi intende suscitare l’attenzione della opinione pubblica proprio sullo stretto legame esistente tra incendi e abbandono delle aziende agricole – sottolinea Gianni Fabbris, portavoce del Coapi.

Salvatore Malannino, agricoltore e presidente nazionale di Altragricoltura, nella conferenza stampa conferenza stampa seguita alla provocazione dimostrativa messa in atto dal Coapi spiega: “Qui a Valguarnera stiamo a dimostrare i danni causati da questa politica che non ha avuto visione e che ha creato problemi nella gestione delle aziende agricole, così che in questa zona ci sono moltissime aziende agricole abbandonate, che determinano il venir meno delle azioni di salvaguardia ambientale operate quotidianamente dagli agricoltori con la manutenzione dei campi e del sottobosco.”

Salvina Russo, imprenditrice agricola ha detto: “Siamo all’interno del Parco Floristella, che dovrebbe essere sito Unesco per la presenza dei primi siti minerari dell’Isola. La tutela del territorio non si può avere con lo spopolamento del territorio, ma le politiche sanitarie non solo hanno impoverito il patrimonio zootecnico, che in provincia di Enna è stato decimato, così che queste aziende sono state costrette ad abbandonare e a non custodire il territorio. Mancando la figura dell’allevatore e dell’agricoltore gli incendi si intensificheranno. I Canadair quest’anno potrebbero non volare, perché non hanno dove prendere l’acqua sul territorio, per la siccità che ne ha lasciata pochissima negli invasi. Gli incendi si sviluppano dal sottobosco, l’intervento a terra dell’Uomo è necessario innanzitutto nella prevenzione e poi nello spegnimento. Siamo in provincia di Enna ottimi produttori, con 8 tra Dop e Igp, il prossimo anno la Sicilia sarà capitale europea dell’agroalimentare, occorre sfruttare questa occasione per valorizzare il territorio, i nostri prodotti e chiedere soluzione di questi problemi”.

Sebastiano Lombardo – Rete interregionale Salviamo l’allevamento di territorio afferma: “Fino a non molto tempo fa qui si svolgeva la transumanza delle mandrie, che consentiva un oggettivo controllo del territorio. La politica ha invece smantellato le aziende allevatoriali che – insieme al lavoro degli operai forestali – garantivano la pulizia del sottobosco e delle aree intorno ai boschi, evitando così gli incendi. La gestione oggi di questo territorio è nelle mani di chi sta dietro le scrivanie: in provincia di Enna ci sono ben 13 focolai di tubercolosi negli animali, la maggioranza di quelli presenti in tutta la Sicilia, di conseguenza mancano gli allevatori e gli agricoltori a tutela del territorio”. Ma non basta, Lombardo sottolinea come “l’invasione indiscriminata dei cinghiali ha poi aggravato la situazione, con la distruzione sistematica dei raccolti. La provincia di Enna è stata l’unica non presente ai tavoli tecnici regionali dove è stato pianificato il controllo delle popolazioni di cinghiali, la politica deve tornare a gestire i territori ricordandosi del ruolo di agricoltori e allevatori”.  

Filippo Areno, presidio di Lotta Agricoltori di Valguarnera ci va giù duro: “Nella provincia di Enna ci hanno messo le forze dell’ordine contro, siamo sotto lo sperone degli uffici della Asl che ci impongono come dobbiamo tenere gli animali. I politici poi cercano solo volti: è normale che con una grave siccità loro pensano solo a come dividersi la torta? Mi rivolgo alle associazioni di categoria, ma non vi vergognate? Non abbiamo ancora preso un euro da febbraio per la siccità! Negli ultimi anni la mafia l’abbiamo trovata nei palazzi. Politica e organizzazioni? Si stano solo sbranando per dividersi i soldi del fieno”.

Pippo Cardaci – allevatore –lancia il suo appella accorato: “Siamo morti di sete prima dell’estate, non possiamo comprare l’acqua dal contatore della famiglia per dare da bere agli animali. Ci sono centinaia di aziende che stanno per andare all’asta, per i debiti. Cerchiamo politici competenti, che ci diano la possibilità di rilanciare le nostre aziende. Siamo terra di pastorizia, non siamo secondi a nessuno, ma ci stanno distruggendo le aziende per via delle politiche sanitarie: gli abbattimenti per Tbc e brucellosi continuano”. 

Maurizio Grosso – segretario generale del SIFUS, sindacato dei braccianti e dei forestali siciliani, dice: “L’acqua come il fuoco sono emergenze messe in piedi dalla politica: in Sicilia abbiamo oltre 60 dighe, molte non sono state neppure collaudate e siamo nella Regione dove lo scorso anno si perdevano 31 progetti su 31 sull’ammodernamento delle reti irrigue sul Pnrr. Se si fosse fatta prevenzione, secondo le necessità del ciclo biologico della natura, oggi non avremmo il problema di razionare l’acqua anche alle famiglie, un problema creato a bella posta.”“Con il disaccoppiamento dei premi Pac, il lavoro di pulizia degli animali nei boschi non viene più fatto, poi il lavoro degli operai forestali non viene esercitato nella maniera che le piante richiedono, si preferisce affidare denari pubblici ai Canadair, che quest’anno dovranno prendere acqua a mare, che insieme ai ritardanti che mettono nei serbatoi creeranno solo il deserto. Se crediamo nel cambiamento della Sicilia e dell’Italia dobbiamo offrire una via di fuga, una capacità di mettere in piedi un percorso virtuoso anche nei palazzi, che fino ad oggi non hanno saputo dare risposte ai problemi reali degli agricoltori e degli allevatori siciliani

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Le congratulazioni della Consulta gelese per la disabilità

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La Consulta Gelese per la Disabilità ODV esprime il suo augurio al nuovo sindaco di Gela Terenziano di Stefano per l’elezione a primo cittadino.

La Consulta confida nella consapevolezza e nella sensibilità dimostrata negli anni scorsi auspicando che la neonata giunta comunale possa presto avviare la programmazione necessaria ad assicurare l’avvio dei servizi essenziali in favore delle persone fragili del territorio. 

 La Consulta Gelese per la Disabilità comunica la propria disponibilità ad incontrare la nuova amministrazione al fine di poter discutere sulle priorità da affrontare.

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Direttore Responsabile: Giuseppe D'Onchia
Testata giornalistica: G. R. EXPRESS - Tribunale di Gela n° 188 / 2018 R.G.V.G.
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