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Mobilità urbana: il punto di vista della Fiab

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Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma del vice presidente della Fiab Giuseppe Romano a seguito dell’incontro avuto con l’amministrazione comunale.

“Abbiamo appreso con piacere la piena disponibilità data dal sindaco ad affrontare il tema della città 30 e le problematiche connesse allo sviluppo di un provvedimento di questo tipo. Sicuramente i successivi incontri, promessi dall’amministrazione e auspicati dalla nostra associazione, saranno utili a capire in che modo si orienteranno queste scelte.

Nel frattempo, vogliamo chiedere al Sindaco che l’apertura espressa si manifesti immediatamente in una serie di interventi che facciano rispettare già adesso tutti i limiti esistenti. Infatti una scelta di questo tipo permetterebbe da subito di migliorare la sicurezza in città. Sottolineiamo come controllare la velocità sia fondamentale. Il Lungomare, per esempio, è per buona parte zona 20 km/h, con ampi tratti di zona 30/40 km/h e con limite massimo a 50 km/h per solo 1 km. Lo stesso dicasi per moltissime altre arterie urbane, dove i limiti a 30 km/h sono già diffusi.

Anche il controllo della sosta sarebbe già utile per migliorare la sicurezza stradale e restituire ampi spazi alle persone. Ricordiamo che la sosta sui marciapiedi non è mai consentita, così come non lo è quella in doppia fila, sulle strisce o davanti ai passaggi per le persone con disabilità. Piazza S. Agostino, sempre per fare un esempio, è invasa dalle auto nonostante il divieto di sosta sulla piazza; il Corso Salvatore Aldisio è intasato dalle doppie file e dalla sosta vietata.

Infine, non dimentichiamo, che ci sono Zone scolastiche già esistenti e che vengono costantemente violate. Sono solo alcuni esempi di limiti e divieti esistenti che se fatti rispettare darebbero certamente un segnale concreto di tutela dei diritti delle persone. In attesa di un nuovo incontro con l’amministrazione auspichiamo già da oggi un cambio di politica nella gestione della mobilità in città”.

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CSAG: “Il sindaco di Enna ricorre al Tar sulle province. Da Gela silenzio”

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Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma del coordinatore del Csag, Filippo Franzone sul tema delle province

“Il Sindaco del comune di Enna, a fronte dell’ennesimo spostamento delle elezioni degli enti intermedi, dovuto alla bocciatura all’Ars della riforma, fa ricorso al Tar e nel volgere di pochi giorni il giudice amministrativo di primo grado risponde dichiarando “rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale”.

Ancora più importante è il perché si arriva alla Corte Costituzionale: il Tar infatti riconosce al comune di Enna “la legittimazione e l’interesse alla preposizione del gravame in epigrafe quale ente coinvolto espressamente dalla legge nella costituzione degli organi di area vasta in Sicilia”.

Dunque, un iter regolare senza sollevazione alcuna da parte del Tribunale amministrativo regionale.

Invece, quando al Tar si presentarono i cittadini di Gela, Piazza Armerina e Niscemi, nel 2022, il provvedimento ci “avvisò” nel seguente modo: “Resta impregiudicata la valutazione del Collegio circa l’ammissibilità del gravame in relazione alla titolarità, in capo ai ricorrenti, dell’interesse “differenziato e qualificato” all’impugnazione degli specifici atti richiamati in epigrafe;”. In parole semplici, la titolarità a ricorrere spetta sicuramente alle istituzioni comunali (sindaci e/o consiglieri comunali) e senza di loro al fianco, perplessità sopraggiungono intorno ad una titolarità in capo ai cittadini.

Il “nostro” Sindaco, quando gli fu chiesto di dare incarico legale per difendere le due delibere prodotte da due diversi consigli comunali, i circa 200.000 Euro spesi per svolgere il referendum confermativo e la volontà di 24.000 gelesi, di voler transitare nell’ente intermedio di Catania, fece una riunione di maggioranza con Forza Italia, PD, Civici, MPA, UDC, e tutti insieme, allegramente, senza neanche un oppositore o un minimo di discussione, decisero che per l’ente comune era meglio non perseguire la via legale..

A Gela con quella scellerata scelta la politica ha deciso che i valori della democrazia, la volontà popolare, le ragioni economiche, storiche e sociali, non valgono un fico secco!

Oggi il Sindaco di Enna arriva alla Corte costituzionale, il Sindaco di Gela… non è pervenuto!

Noi del Csag non ci siamo MAI arresi, e continuiamo la nostra battaglia, fiduciosi che la democrazia alla fine trionferà, ma non possiamo fare a meno di mostrare il nostro sconcerto su una politica locale che si è mostrata in contrapposizione con la città. Tra poco si voterà per le amministrative, il nuovo Sindaco dovrà risolvere prima di ogni altra cosa questa lunga e spinosa vicenda, non dovrà avere alcun timore dei partiti che agiscono contro l’interesse della città, altrimenti continueremo con altri cinque anni di buio”.

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La viabilità congestionata di via Butera

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Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma del vicepresidente della Fiab, Giuseppe Romano.

“La campagna della Fiab, Gela Città 30, continua, così come continua  l’attesa per gli interventi da parte dell’amministrazione in tema di controllo della velocità, di moderazione del traffico e di maggiori interventi contro la sosta selvaggia, soprattutto sulle arterie principali.

Nel frattempo ci piace raccontare una buona pratica portata avanti dall’Istituto Comprensivo Gela Butera, grazie all’impegno del suo dirigente scolastico, prof. Rocco Trainiti, e al lavoro di tutta la scuola, dove anche Fiab ha più volte avuto incontri. La scuola ha avviato una campagna che è volta ad incentivare l’uso della bici per raggiungere l’istituto, favorendo questa pratica virtuosa fra gli studenti.

Così, oltre alle informazioni generali ed al cammino didattico avviato, sono state posizionate delle rastrelliere all’interno del piazzale dell’istituto, forse la prima ed unica scuola a Gela ad avere finora fatto questa scelta. Rastrelliere che agevolano gli studenti e li incoraggiano ad arrivare a scuola in bici. In una zona, come quella di Via Butera, congestionata dal traffico veicolare motorizzato, la scelta della scuola è un segnale fondamentale di cambiamento, un esempio che speriamo venga seguito da tanti altri istituti e che può veramente cambiare il volto della mobilità cittadina.

Non dimentichiamo, infatti, che ad oggi il problema dell’occupazione dello spazio pubblico e della qualità dell’aria nei pressi di tutti gli istituti scolastici è assolutamente irrisolto, con migliaia di veicoli che, giornalmente, affollano le strade durante gli orari di ingresso e di uscita dalle scuole. Una situazione critica che deve sicuramente essere affrontata dall’amministrazione comunale con l’istituzione di zone scolastiche e con una serie di politiche che disincentivino l’uso dell’auto privata per raggiungere la scuola. Di sicuro la scelta fatta della dirigenza dell’Istituto Comprensivo Gela Butera è un passo fondamentale per cambiare le abitudini degli studenti nella loro mobilità quotidiana”.

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Muore per salvare il cane: un gesto d’amore

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Riceviamo e pubblichiamo una nota di Enrico Rizzi attivista dei diritti degli animali.

“Ho appreso con molta commozione quanto accaduto a Niscemi, dove una persona è morta nel tentativo di salvare il proprio cane. Penso al dolore della famiglia e a quel gesto d’amore, sicuramente un lungo legame che è costata la vita”. Lo ha detto Enrico Rizzi, influencer per i diritti degli animali, dopo che è stata diffusa la notizia di una persona di 31 anni che ha perso la vita nel tentativo di salvare il cane caduto in un pozzo.

“Non conosco i particolari della vicenda se non quanto appreso dalla stampa – ha aggiunto Rizzi – ma posso immaginare l’attimo che, senza esitazione, ha indotto un gesto che si è rivelato fatale”.

Le cronache, a volte, riportano notizie che mostrano il forte legame che si può instaurare tra una persona e un animale. Spesso tutto ciò viene trascurato nel travolgente susseguirsi di eventi quotidiani ma sono storie sulle quali, invece, bisogna riflettere.

Alla famiglia del giovane vanno le condoglianze di Enrico Rizzi il quale ringrazia, inoltre, i soccorsi arrivati sul posto. Purtroppo non c’è stato niente da fare

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