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Lo Scrivo a Il Gazzettino di Gela

Sembrava bellezza: Romanzo

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Rispondo con piacere all’ invito della redazione del gazzettino di gela di curare una nuova rubrica che si occupa di presentare le ultime novità editoriali,  rievocando tanti titoli di successo del passato e di quelli che si annoverano fra i classici. 

Premetto anzitutto come la lettura sia un’attività umana finalizzata non solo al miglioramento personale, ma per tanti è sicuramente un piacere; qualcuno parla persino di godimento; “ dopo una giornata di lavoro, non vedo l’ora do godermi un bel libro “ è una frase che di consueto capita di sentire.  Il panorama editoriale attuale risente, come tutti i settori, della crisi causata dalla pandemia; ciò non ha impedito l’uscita di libri che sicuramente meritano di essere graditi ed amati dai lettori.Iniziamo, quindi, questa nuova esperienza nelle pagine del nostro giornale, iniziando a presentare uno dei dodici titoli scelti a concorrere per l’ assegnazione del famoso Premio Strega che quest’anno giunge alla sua                     edizione.Sembrava bellezza è l’ ultima opera di Teresa Ciabatti, una scrittrice che ormai occupa  e si conferma come una delle autrici più elevate della cultura letteraria attuale.Parla di una scrittrice di di quarantasette anni, arrivata all’apice del successo professionale. Nella vita privata,però, rendiconta tanti fallimenti, come moglie e come madre di una figlia ormai di circa vent’anni.Consuma la vita privata rovinando in relazioni brevi e deludenti, sino a quando si ritrova con Federica una sua cara amica dell’ adolescenza, a cui si aggiunge Livia, sorella della sua amica, che la protagonista dipinge come una ragazza bellissima e perfetta, al punto che avrebbe fatto carte false per essere lei. Lo scorrere della narrazione affronta l’adolescenza vissuta con Federica negli anni ‘80; i ricordi dell’incidente di Livia che la fermeranno mentalmente ai suoi anni giovanili con un ritardo che si porterà per tutta la vita (ha 50 anni ma è come se ne avesse 18); momenti di violenza, vergogna e inadeguatezza di un passato familiare che trova casa in una madre trasandata e un bisnonno violento. Tante vite di donne irrisolte, tante   In questo quadro di imperfetta femminilità ci sono tante vite: quella della bella Livia dall’adolescenza a oggi; quella della protagonista, sbagliata dapprima nel fisico (è grassottella e ha un seno disequilibrato); quella di Federica che ha fatto da sorella, madre e badante a Livia; quella degli uomini di questa vicenda che sono a volte il movente, a volte il carburante o solo un accessorio della potenza delle donne.Il pregio della scrittrice è quello di suscitare nel lettore il desiderio di voltare pagina, per trovare in quella successiva una chiusa, che forse non arriverà neanche alla fine, perché la narrazione non raggiunge il finale dell’autrice; ogni lettore si ferma alla contemplazione di se stesso scorrendo la propria vita.

Michele Orlando 

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Chiesa del Rosario: coperture di piastrelle in stato di degrado

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Dallo storico Nuccio Mulè, riceviamo e pubblichiamo

Preso atto di una mancata risposta degli organi competenti, relativa ad una prima lettera aperta, datata 20 gennaio 2022, con la quale si poneva all’attenzione la precarietà di un bene culturale di pregio nella Chiesa del Rosario di Gela, pongo per la seconda volta all’attenzione dei responsabili delle Istituzioni, la salvaguardia dello stesso bene culturale, oggi maggiormente in fase avanzata di degrado, che si trova ubicato sulla cuspide della torre campanaria della chiesa. Si tratta di due pregiate coperture di piastrelle di maiolica colorate in giallo e verde ramino aderenti l’una all’altra, disposte a squama di pesce alternativamente a formare un motivo a V capovolta, impiantate su un letto di malta; il tutto, oltre ad essere un esempio unico e originale di uso di maioliche dell’ultima produzione ottocentesca di fabbriche siciliane, rappresenta il retaggio di un’arte laterizia che si perde nella notte dei tempi.

Quindi un esempio raro di una pregiata arte antica di notevole valore, un’impronta di un luogo e di una civiltà siciliana, che purtroppo da tempo si trova in uno stato di degrado, probabilmente per mancanza di finanziamenti per il suo restauro nonostante che l’ottocentesca torre campanaria da più di vent’anni sia stata provvista di un ponteggio a tale fine. Da sottolineare che già alla fine degli anni ’80, le piastrelle erano state segnalate per la loro rilevanza in un articolo presentato in occasione del XIX Convegno internazionale della ceramica di Albisola, centro ligure di primaria importanza per la Storia della Ceramica, dalla Prof.ssa Salvina Fiorilla, medievista a livello regionale. Pertanto, per la seconda volta si sollecitano gli organi competenti a intervenire sollecitamente prima che di questo complesso artistico rimanga solamente un ricordo fotografico. E in merito sempre alla chiesa del Rosario, stavolta al suo interno, con la presente si vuole cogliere l’occasione per avere contezza della fine fatta da un affresco o forse una tela dell’Ottocento, che si trovava sul soffitto della navata, quasi sopra l’altare maggiore, opera del pittore locale Filippo Casabene (restauratore presso la Galleria Borghese di Roma) che ritraeva l’”Annunciazione” e che completava assieme agli attuali “Gesù risuscita Lazzaro”, “Gesù e l’Adultera” e “Gesù nel tempio fra i Dottori”, la serie dei quattro dipinti della navata. La sparizione, si spera non definitiva, risale all’ultimo restauro avvenuto intorno al 2010 quando oltre all’interno della chiesa furono restaurati anche i suoi dipinti.

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Lo sfogo amaro di chi vede bruciare la natura

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Torna il caldo e ricominciare a bruciare la natura. È accaduto oggi nella zona industriale. E si torna a vedere il fuoco divampare in ogni dove. Arriva in redazione lo sfogo amaro di Emanuele Sacco.

“Sono amareggiato”.
Sono le parole del segretario del gruppo “Gela che cambia”, Emanuele Sacco dipendente di una ditta della zona industriale Nord 2. “Ogni anno, quando torna la bella stagione- dice Sacco – è sempre la solita storia: la campagna brucia per colpa di persone incoscienti e senza scrupoli si distrugge la natura gli animali e tutto il resto e a volte, come successo l’anno scorso, anche qualche capannone. Vengono chiamati i vigili del fuoco e si ritorna sempre agli ‘stessi giri e stessa corsa’ finché non ci scapperà il morto ed in questo caso, che speriamo non si verifichi, non sarà facile individuare i responsabili.


Quando chiedi l’ intervento dei vigili del fuoco e ti dicono cosa sta bruciando?
La natura…
La sensazione è non venga percepito come cosa importante; tanto noi uomini non abbiamo bisogno della natura…”

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La scomparsa di Rosario Lanzafame, cittadino attivo: il ricordo dei figli

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“Il 5 maggio scorso si è spento Rosario Lanzafame conosciutissimo commerciante gelese. Con lui va via un pezzo di storia di Gela che perde una grande persona rispettosa ma soprattutto un instancabile lavoratore come pochi.

Il suo mondo era il suo lavoro e la sua famiglia, chiunque lo abbia conosciuto sa che era molto attivo nell’ambito del bene comune e della cosa pubblica, più volte infatti ha denunciato disservizi che poi sono stati prontamente ripristinati.

Persona buona ma sopratutto onesta, anni e anni di attività non hanno minimamente scalfito l’onorabilità del suo lavoro, tante persone si ricorderanno di lui come una persona di animo buono e dal cuore grande”.

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