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Cronaca

Il centro storico di Gela devastato, neanche le telecamere fermano i vandali

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Attività commerciali del centro storico già in ginocchio a causa della pandemia e del lockdown. A ciò si aggiunge pure la “notte brava” di chi non chiudendo occhio devasta quelle migliorie che ogni singolo imprenditore ha apportato nel centro storico.

Nè la zona rossa nè quella arancione, né il coprifuoco, l’esercito e le telecamere di videosorveglianza puntate dritte sul Corso. Nulla, a quanto pare, riesce a fermare l’azione degli ignobili vandali che, approfittando del silenzio e della solitudine della notte, sprezzanti di ogni regola e di ogni minima forma di rispetto verso il prossimo, mettono a ferro e a fuoco il cuore della nostra città.

“Questa volta hanno messo a soqquadro tutto il centro storico, da via Marconi fino a piazza Martiri della libertà, – dice un amareggiato Sindaco Lucio Greco – distruggendo ogni cosa trovata sul loro cammino. Le fioriere, i tavoli e le sedie dei locali, gli arredi e i plexiglass. Non è tollerabile che ogni mattina i gelesi dobbiamo svegliarci con la paura di scoprire se mentre dormivamo è successo qualcosa di grave, se qualcuno ha distrutto anni di lavoro e sacrifici con i suoi gesti da invasore barbaro. Nelle prossime ore, chiederò nuovi controlli e pugno di ferro, confidando nelle forze dell’ordine e nelle loro indagini, che speriamo possano incastrare i responsabili di questi gesti e adottare i giusti provvedimenti per renderli inoffensivi. Tutta la mia solidarietà e la mia vicinanza ai commercianti che stanotte hanno subito grossi danni, come se già non bastasse la crisi dovuta all’emergenza sanitaria”.

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Cronaca

Incidente sul lavoro: muore un uomo di 48 anni

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GELA – Un terribile incidente si è verificato stamattina nelle campagne di contrada Spinasanta. Un uomo di 48 anni era intento a lavorare sul terreno della zona poco lontana da Gela, quando, per motivi ancora al vaglio della Polizia intervenuta sul posto il trattore che stava guidando si è incastrato fra i rami di uno degli alberi. Secondo una prima ricostruzione Tabbi’ avrebbe guardato verso la fresa ed il trattore si è incastrato in un albero. Il mezzo è diventato una trappola mortale per Francesco Tabbi’ di 48 anni. Il terribile incidente sarebbe accaduto intorno alle 11. All’ una Francesco non è tornato a casa per il pranzo. La moglie ha chiamato ripetutamente al suo telefono cellulare ma non ha ottenuto alcuna risposta. Preoccupata per il silenzio inusuale si è recata nell’area agricola dove ha trovato il marito riverso sul mezzo. Sono stati allertati i soccorsi ma per Francesco non c’è stato nulla da fare. In realtà Francesco Tabbi’ è titolare di una autocarrozzeria sita in via Crispi, ma il sabato era solito andare in campagna per lavorare nel suo terreno. Oggi è stata l ‘ ultima volta.

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Cronaca

Autoarticolato si ribalta sulla 417

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Uno spettacolare incidente si è verificato stamattina poso dopo le 12 sulla SS 417 Gela – Catania, nei pressi del bivio per Niscemi. Per motivi ancora in fase di accertamento da parte delle forze dell’ordine un autoarticolato si è ribaltato adagiandosi su un fianco. Sul posto anche i vigili del fuoco ed il servizio sanitario. Il traffico è stato deviato ed, naturalmente, è rallentato per permettere agli agenti di effettuare i rilievi.

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Cronaca

Bancarotta fraudolenta in società di smaltimento rifiuti, sequestro nel Nisseno

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Gravi irregolarità nell’approvazione dei bilanci di esercizio che avrebbero riportato perdite ritenute non reali e non giustificate, sono state scoperte dalla Guardia di Finanza di Caltanissetta, in seno all’organo direttivo di una nota società nissena di raccolta e smaltimento di rifiuti solidi urbani. Sei le misure cautelari dell’interdizione dall’esercizio di uffici direttivi per ed il sequestro di due opifici emessi, nel corso delle indagini preliminari, su richiesta della Procura di Caltanissetta.L’attività nasce da un esposto depositato presso la Procura della Repubblica del capoluogo nisseno.Dall’approfondimento degli input investigativi è emerso che attraverso negozi giuridici formalmente leciti, i componenti del Consiglio di amministrazione della società che ha sede a San Cataldo, avrebbero riversato sistematicamente beni strumentali e funzionali alla prosecuzione dell’attività predominante in una società di nuova costituzione, riconducibile agli stessi amministratori di fatto.La complessa operazione, condotta con l’ausilio di attività tecniche, si è conclusa con l’applicazione della misura cautelare personale dell’interdizione dall’esercizio di uffici direttivi a carico di 6 soggetti, in concorso tra loro, per il reato di bancarotta fraudolenta impropria e con l’emersione, a seguito di accertamenti patrimoniali delegati, di una disponibilità di beni per un valore ammontante a più di 3 milioni di euro, sottoposti alla misura cautelare reale del sequestro.

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