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L'occhio del bello

Il nuovo film e il ricordo del padre: Cinzia Susino tra le protagoniste de “L’anima in pace”

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Un film che parla di una storia tutta al femminile, tra difficoltà e voglia di riscatto, impegno e rapporti familiari complicati, voglia di normalità e disagi di sempre. Sullo sfondo della periferia romana, ben lontana dai fasti della vita mondana della capitale, il regista Ciro Formisano disegna la storia de “L’anima in pace”, film indipendente che debutterà nelle sale a partire da giovedì prossimo.

Tra le protagoniste del film anche l’attrice gelese Cinzia Susino, che da diversi anni ha lasciato la sua città d’origine per vivere a Roma e lavorare anche nel mondo del cinema. Un legame, quello con Gela, che però non si è mai spezzato, per il suo forte senso di appartenenza e amore nei confronti della famiglia. Famiglia di cui è stato – e resta – pilastro il padre Totò (nella foto sotto), scomparso da pochi mesi ma che grazie proprio ai racconti social della figlia Cinzia è diventato una “star” di Facebook.

«Mi dispiace tanto che mio padre non possa vedere questo film di cui gli ho parlato a lungo – dice Susino -, ma se non sarà al cinema lo vedrà comunque dal cielo». Una storia nella storia, il cinema che incontra la vita reale e viceversa. Perché le emozioni che racconta il grande schermo, in fondo, sono quelle che proviamo tutti i giorni. Comprese quelle per gli amori più grandi, che non finiscono mai.

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Lottare su ogni pallone, nonostante tutto. L’esempio dei ragazzi del Gela calcio a 5

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I numeri non consentono interpretazioni ma soltanto prese d’atto. La classifica serve poco anche guardarla, dato che la favola Serie B per il Gela calcio a 5 è destinata a finire dopo un anno (almeno per questa prima, e speriamo non ultima, esperienza). Ma ciò che colpisce di questa squadra, l’abbiamo già scritto e lo scriviamo ancora, è che riesce a tirar fuori il carattere anche nei momenti più difficili.

Ne abbiamo parlato in occasione della sudata e attesissima prima vittoria nella categoria conquistata contro il Bovalino e ne parliamo oggi, all’indomani di un’impresa soltanto sfiorata, quella contro il Morreale che vinceva 1-4 al PalaLivatino ed è stato poi “colpito” dalla rimonta dei padroni di casa.

Una partita infinita, conclusasi sul 4-4 e che i gelesi, con un po’ di fortuna e precisione in più, avrebbero anche potuto vincere. Il manifesto di questa squadra, che nonostante l’ultimo posto in classifica non si arrende e continua ad insegnare cosa vuol dire credere alla maglia, stavolta è lui: Emanuele Cinici è tornato quest’anno alla casa madre, raggiungendo il gruppo con cui è cresciuto. Compirà 35 anni a settembre.

Ieri, indossando la maglia da portiere volante, ha segnato due gol permettendo alla sua squadra di pareggiare e almeno in altre due occasioni sul 4-4 ha sfiorato il gol della vittoria. A fine gara era stremato ma soddisfatto, la soddisfazione di chi sa di aver dato tutto in campo. Perché poi nello sport si può anche vincere e perdere, ma l’importante è aver dato l’anima e messo il cuore su ogni pallone.

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Tra le 99 donne che cambiano il mondo c’è la gelese Sophia Giacchi

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Sono 99 donne che hanno realizzato i loro sogni e scritto la storia, attraverso l’instancabile impegno personale e professionale. Tra loro c’è anche la giovane gelese Sophia Giacchi, product manager di SkinCeuticals. È quanto emerge dal progetto “Changed by women” dell’università Bocconi di Milano.

Il prestigioso ateneo milanese ha selezionato 99 proprie ex studentesse che hanno saputo e voluto lasciare un segno, raccontando le loro vite nel libro intitolato proprio “Changed by women” che verrà presentato il prossimo 8 marzo a Milano. Il nome di Sophia Giacchi accanto a quello di grandi donne, come la politica e attivista Emma Bonino o la rettrice della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, Sabina Nuti.

I suoi brillanti studi, condotti tra Italia e Spagna, la sua determinazione e il carisma fanno di Sophia Giacchi un esempio da seguire: «Perchè se qualcosa non ci sta bene dobbiamo avere il coraggio di cambiare le regole – dice -. Porto dentro il fuoco della mia terra, mi sento siciliana, mi sento greca, e tutto questo mi dà forza ogni giorno».

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“Sensibilizzare contro la discriminazione”: la dislessia non è un limite

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«La sensibilizzazione rompe mura sociali per poter vivere in armonia, contro quella discrimininazione scolastica e lavorativa che a volte ancora si verifica». Sono le parole della presidente nazionale dell’Associazione italiana dislessia, Silvia Lanzafame, che ieri ha preso parte in città ad un incontro organizzato presso la sede dell’associazione Studenti Sorridenti, laboratorio specialistico convenzionato con Aid sezione di Caltanissetta.

All’iniziativa erano presenti anche i referenti territoriali di Aid in Sicilia (come nella foto, scattata prima dell’avvio dei lavori, ndr). Un’opportunità per fare il punto rispetto ad un tema, quello dei Disturbi specifici dell’apprendimento, sul quale finalmente da qualche anno si sta alzando il velo dell’indifferenza.

Si parla delle testimonianze, come quella condivisa ieri proprio dalla presidente Lanzafame che ha sottolineato i passi salienti della sua stessa esperienza: la dislessia non è un limite, ci si può affermare nel mondo della scuola, dell’università, delle professioni. Vedere e valorizzare la diversità come ricchezza è la vera sfida culturale del nostro tempo. Tanto è stato fatto, ma tanto ancora resta da fare.

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