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L’assessore regionale alla salute Ruggero Razza si dimette

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«Alla luce della indagine della Procura di Trapani che mi vede indagato, nel confermare il massimo rispetto per la magistratura, desidero ribadire che in Sicilia l’epidemia è sempre stata monitorata con cura, come evidenzia ogni elemento oggettivo, a partire dalla occupazione ospedaliera e dalla tempestività di decisioni che, nella nostra Regione, sono sempre state anticipatorie. Non avevamo bisogno di nascondere contagiati o di abbassare l’impatto epidemiologico, perché proprio noi abbiamo spesso anticipato le decisioni di Roma e adottato provvedimenti più severi». 


Lo dichiara l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza. 

«I fatti che vengono individuati – prosegue – si riferiscono essenzialmente al trasferimento materiale dei dati sulla piattaforma che sono stati riportati in coerenza con l’andamento reale dell’epidemia, tenuto conto della circostanza che sovente essi si riferivano a più giorni e non al solo giorno di comunicazione. Come sempre, il fenomeno della lettura postuma delle captazioni può contribuire a costruire una diversa ipotesi che, correttamente, verrà approfondita dell’autorità giudiziaria competente individuata dal Gip. Ma deve essere chiaro che ogni soggetto con l’infezione è stato registrato nominativamente dal sistema e nessun dato di qualsivoglia natura è mai stato artatamente modificato per nascondere la verità. Ciò nonostante, soprattutto nel tempo della pandemia, le istituzioni devono essere al riparo da ogni sospetto. Per sottrarre il governo da inevitabili polemiche ho chiesto al presidente della Regione di accettare le mie dimissioni».

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Dalla favola della ricchezza ai debiti fino al collo e al caos assoluto

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Il Comune era ricco ( lo ha fatto sapere l’amministrazione in aula durante l’apptovazione dell’ultimo bilancio) e in un anno è sprofondato nel baratro con un buco di circa 90 milioni di euro tra debiti fuori bilancio accertati e somme omesse.

L’ultima nota della Corte dei Conti che riguarda il rendiconto del 2020 è terribile. Fa pensare a bilanci farlocchi e gestioni che definire allegre è un eufemismo.

Per quello che si legge nelle 37 pagine di osservazioni del magistrato contabile non basteranno le royalties a tappare i buchi ammesso che la Regione ne autorizzi un uso diverso. In municipio è caos.

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Attualità

Corte dei Conti: situazione grave, debiti fuori bilancio sono 47 mln

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Poco più di un anno fa in consiglio si festeggiava perché per la prima volta nella storia del Comune negli ultimi decenni il bilancio era stato presentato ed approvato velocemente. Era il bilancio di un Comune in attivo con le finanze in buona salute. Oggi la situazione si è radicalmente capovolta e anzi la Corte dei Conti ci fa sapere che già allora, già nel 2020 la situazione era grave.

Esaminando il rendiconto del 2020 la Corte dei Conti, in 37 pagine, ci consegna un ente con 47 milioni di debiti fuori bilancio certi, ma anche con cifre occultate come per esempio quelle sul fondo dei crediti di dubbia esigibilità e i contenziosi. Insomma in buco di oltre 90 milioni do euro che difficilmente sarà possibile coprire anche se dovesse arrivare dall’Ars la legge salva royalties.

Queste ultime sono state usate contro le prescrizioni di legge. Ci sono tanti passaggi delicatissima nelle 37 pagine di relazione della Corte dei Conti.Tanto delicati che il sindaco ha dovuto riunire la Giunta ed il presidente del consiglio con urgenza

Nella relazione della magistratura contabilr si fa riferimento alla relazione della segretaria Loredana Patti e a quanto indicato dal collegio dei revisori

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Attualità

L’Inps assieme al Ministero della Giustizia aumenta i controlli sul reddito di cittadinanza

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L’Inps aumenta l’efficienza dei controlli sui richiedenti e percettori del reddito di cittadinanza attraverso lo scambio di informazioni con il Ministero della Giustizia.
Il 20 gennaio è stato infatti siglato il Protocollo operativo tra Inps e Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria – DAP, che consentirà, nel pieno rispetto della normativa sulla privacy, la verifica mensile e automatica, operata con sistemi di interoperabilità e modalità strutturata di scambio dati, dell’eventuale stato detentivo dei richiedenti il reddito di cittadinanza, prima dell’erogazione del beneficio.
Inoltre, l’attuazione del protocollo consentirà ad Inps di disporre, in automatico, la revoca e il recupero della prestazione indebita in caso di omessa dichiarazione, in forza dell’articolo 7, comma 10, del decreto-legge n. 4 del 2019
Con il nuovo protocollo prosegue l’intensa collaborazione tra Inps, la Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati (DGSIA), il Dipartimento per gli Affari di giustizia (DAG) e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, finalizzata al potenziamento delle verifiche sulle prestazioni erogate dall’Istituto. 
Ancora una volta, la Pubblica Amministrazione lavora in squadra a servizio della collettività e, applicando la tecnologia, migliora la qualità dei propri servizi.

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