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Cucina

Firenze da mangiare

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Vi racconto del mio viaggio a Firenze. Sono stato lì per quasi una settimana per visitare un’importante fiera gastronomica di rilevanza nazionale con la presenza di oltre 400 aziende italiane d’eccellenza provenienti da tutte le regioni. La fiera si chiama Taste.

Ovviamente non mi sono fatto mancare nulla e ho avuto modo di assaggiare tutti i piatti tipici che vi suggerisco di provare se vi trovate a Firenze.

Si parte con sua maestà la bistecca fiorentina. Nello street food fiorentino non possono mancare il panino col lampredotto e la salsa verde piccante, la trippa alla fiorentina, il lampredotto al sugo coi carciofi, la schiacciata con la finocchiona, il pecorino toscano e la crema di tartufo e la schiacciata con la coppa di testa (chiamata anche soppressata di testa).

In trattoria dovete assolutamente provare la ribollita e la pappa al pomodoro che sono due piatti della tradizione povera contadina. Un primo tra i più apprezzati sono le pappardelle con un ragù di cinghiale. Vi stupirà invece il sapore profondo e pungente del peposo, uno stufato di manzo speziato cotto nel vino che era il piatto preferito di Brunelleschi, l’autore della mitica cupola della cattedrale, una delle più belle meraviglie architettoniche del pianeta. Per finire cantucci e vin santo e per digerire una bella passeggiata lungo l’Arno, il fiume che attraversa la città.

Chef Totò Catania

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Cucina

Lo chef propone un piatto d’autore: Arte povera “pane e pasta”

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Non lasciatevi ingannare dal titolo, la ricetta di oggi non è affatto banale. Volevo rendere omaggio alla cucina povera esaltandola con un piatto gourmet da urlo. Rivisiteremo uno spaghetto aglio e olio con la mollica abbrustolita con un piatto d’autore.

Iniziamo dalla preparazione più lunga. In una pentola mettete a bollire partendo da acqua fredda una carcassa di pollo, una cipolla, una carota, un gambo di sedano. Tagliamo del pane raffermo a cubetti e facciamolo tostare in forno.

In una casseruola facciamo soffriggere dello scalogno in olio evo. Aggiungiamo il pane tostato e un paio di rametti di timo. Sfumiamo con del vino bianco e prolunghiamo la cottura col brodo di pollo finché il pane non si disfa. A questo punto fuori dal fuoco aggiungiamo dell’uvetta, delle noci, del sale, del pepe nero e frulliamo il tutto passando la crema di pane con un colino per renderla più fine e cremosa.

Caliamo gli spaghetti in acqua bollente. In un mortaio schiacciate alcuni spicchi di aglio nero, che sarebbe un aglio fermentato dal sapore delicato e dal retrogusto di liquirizia, e incorporate dell’olio e del peperoncino.

Mantecate gli spaghetti col pesto di aglio nero piccante. Servite la crema di pane alla base del piatto sormontato da un bel nido di spaghetti. Sembra incredibile ma pane e pasta insieme non sono mai stati così buoni.

Chef Totò Catania

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Lo chef propone: Amatriciana con le seppie

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I romani si rivolteranno nella tomba, ma in quanto chef sperimentatore mi prenderò una licenza poetica per rivisitare prepotentemente la ricetta della pasta alla amatriciana incrociandola con un ingrediente dei nostri mari: le seppie.


Eviscerate, spellate e sciacquate le seppie, poi tagliate a julienne e spadellatele a fuoco vivace per 90 secondi in un fondo di olio evo, aglio e peperoncino, tenete da parte. In un’altra padella fate rosolare il guanciale nel suo stesso grasso fino a quando non sarà croccante, a questo punto mettete da parte una metà del guanciale e tuffate in padella una buona passata di pomodoro, aggiustate di sale e di pepe e fate cuocere una ventina di minuti.

Calate la pasta, delle mezze maniche rigate saranno il top. A questo punto non vi resta che assemblare il tutto.

Tuffate la pasta nel sugo di pomodoro, unite le seppie e mantecate con abbondante pecorino romano, infine una pioggia di guanciale croccante. Da leccarsi i baffi.

Chef Totò Catania

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Cucina

Lo chef propone: Minestra estiva col tenerume

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Se tra una scorpacciata e l’altra vogliamo concedere un momento di riposo al nostro povero stomaco, un grande classico locale di antica tradizione è la minestra col tenerume. Il tenerume sarebbe la foglia della zucchina.

La ricetta è molto semplice. Mettete dell’acqua salata a bollire. Tagliuzzate il tenerume e tuffatelo nell’acqua bollente per una decina di minuti. A questo punto aggiungete degli spaghetti spezzettati o la pasta per minestra che più preferite.

Durante la cottura della pasta aggiungerete anche una veloce salsa di pomodoro che avrete precedentemente preparato semplicemente facendo rosolare uno spicchio d’aglio in olio evo, aggiungendo dei pomodori a cubetti e lasciando cuocere per qualche minuto dopo aver regolato di sale.

La minestra è pronta, il vostro organismo vi ringrazierà. Ah, non dimenticate un goccio d’olio buono alla fine.

Chef Totò Catania

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