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Greco spiega il perchè della scelta del nuovo direttore della Ghelas

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Il Sindaco Lucio Greco ha scelto: a guidare la Ghelas sarà l’ing. Pietro Inferrera. Questo lo abbiamo gia’ detto. Ma negli ambienti politici molto si chiedono il perché. C’ e’ chi pensa che si tratti di una ripicca rispetto alle scelte di Trainito sulle elezioni regionali , chi invece pensa che la scelta sia stata pilotata dall’ alto per motivi politici o per ‘ riconoscenza politica’. Suona strano il temine tecnico riferito al nuovo direttore che conosce poco il territorio ed a Gela si è mosso fra uffici e trasferte. Lo chiama ‘tecnico altamente qualificato e di fiducia’ il sindaco, il cui lavoro di esperto è già stato molto apprezzato dal Primo Cittadino nell’ambito della pianificazione strategica. Di fatto il sindaco dà questa lettura.

All’assemblea di questa mattina ha preso parte anche l’ing. Francesco Trainito, che il Sindaco ha voluto ringraziare ancora una volta per il modo in cui, nei tre anni di gestione della municipalizzata, ha lavorato, in sinergia con l’amministrazione comunale, per arrivare all’obiettivo comune del risanamento dei conti.

“Nel rispetto dell’ordine del giorno, – afferma Greco – si è proceduto oggi alla nomina del nuovo amministratore delegato, nella persona dell’ing. Inferrera. Attendiamo ora che quest’ultimo formalizzi l’accettazione del nuovo incarico, in modo da poter continuare nell’azione di risanamento e rilancio della società. Per quanto riguarda il rinnovo del collegio sindacale, ho riconfermato temporaneamente quello in carica e ci siamo aggiornati a settembre. In questo lasso di tempo, lavoreremo per predisporre un avviso pubblico. Sin dal nostro insediamento, lungi dal vedere nella Ghelas un problema, abbiamo intuito che poteva essere una risorsa per la città, e che attraverso di essa avremmo potuto garantire tutta una serie di servizi fondamentali. Così è stato, ma trasformarla e liberarla dalle zavorre del passato non è stato semplice perché abbiamo trovato una situazione pessima. Abbiamo lavorato a lungo per salvaguardare i posti di lavoro, versare i contributi ai dipendenti, ripianare i debiti e renderla operativa e funzionale, e adesso è il momento di pensare, finalmente, al futuro. L’attenzione di questa amministrazione comunale è sempre stata massima nei confronti della Ghelas, e tale rimarrà”.

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Attualità

La Nave della speranza: ai giornalisti la responsabilità di comunicare la storia

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La Nave Greca incarna la speranza di un popolo che dopo anni di ‘schiavitù’, riemerge. Quella stessa Nave che è stata ritrovata a pochi passi dall’area industriale che ha fatto scempio di Gela. Il miraggio dell’industria durato 60 anni e poi estirpato lasciando speranze tradite ed economia depauperata. E poi arriva la Nave che riaccende la fiammella in fondo al tunnel dell’aridità. La Nave che giaceva nel fondale di Bulala da 2500 anni e nel 1988 si è fatta trovare. Quella come le altre due. Esempio unico al mondo.

La storia e la comunicazione viaggiano di pari passo ed n questo preciso momento storico che attraversa la città la comunicazione sul fatto storico appare fondamentale per contribuire a dare un’immagine positiva della città. Ed è ai giornalisti che l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ( presente Salvo Di Salvo) e organizzati dall’Ucsi Sicilia con don Paolo Buttiglieri, con la collaborazione della Regione Sicilia, della Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Caltanissetta, della Direzione del Parco Archeologico di Gela e del Comune di Gela hanno voluto consegnare il peso della storia e della sua comunicazione per restituire a Gela la consapevolezza delle sue prestigiose origini. Oggi al Museo della Nave i protagonisti della storia del recupero hanno raccontato tutto quanto è accaduto dal 1988 ad oggi, da quando i sub Gino Morteo e Gianni Occhipinti l’hanno individuata, sepolta dal fango e sabbia ma integra. Sono stati una passeggiata nella storia antica  i due seminari incentrati sulla mostra di Ulisse e la nave di Gela che hanno trascinato giornalisti e studiosi in un mondo lontano ma anche fra le spire di una burocrazia che ha rubato altri 34 anni a quella nave travolta da un maremoto conservata dal mare. L’archeologa Rosalba Panvini ha spiegato con dovizia di particolari tutte le fasi del recupero, coadiuvata da diapositive che hanno testimoniato il recupero della chiglia e del corredo che l’imbarcazione portava con sé. Anfore, statuette fittili, crateri, calici alcun dei quali sono in mostra.

E poi i lunghi, interminabili convegni scientifici per discutere su come recuperarla: Anni e anni di discussioni mentre l’acqua continuava a cullarla. Fino al recupero totale che ha segnato una nuova èra. La soprintendente Daniela Vullo ha descritto le fasi seguite al recupero con il restauro e il trasferimento dei pezzi di cui era composta la Nave nella struttura inglese: altri anni di studi e di burocrazia. L’accelerazione al progetto è arrivata negli ultimi anni e poi la prima uscita a Forlì con una folla che gridava allo scandalo mentre la Nave si faceva conoscere per poi approdare ‘a casa’, qui a Gela, per farsi vedere dai suoi 20.000 visitatori.

Il sindaco di Gela Greco ha auspicato  una prosecuzione dell’evento e ci sono buone prospettive per poter arrivare fino a fine mese. Ma anche successivamente, quando la mostra chiuderà i battenti, non sarà la fine ma l’inizio di un nuovo percorso. Il relitto della nave ormai è tornato a casa, rimarrà a Gela, avrà una collocazione definitiva e sarà di certo uno dei perni attorno al quale ruoterà il grande lavoro che, come amministrazione, stiamo portando avanti per creare un bacino turistico in città. Il regista Gianni Virgadaula ha lanciato un’idea: portare a Gela un Festival del Cinema. Gli ha fatto eco il direttore del Parco Archeologico che ha spiegato che l’obiettivo dell’istituzione è quello di promuovere il turismo stanziale con le strutture ricettive che si sono sviluppate negli ultimi anni.

La seconda sessione sul tema “La nave di Gela”, nuove prospettive di futuro per la città” si è svolta nella sala conferenze dell’azienda vitivinicola “Casa di Grazia”. E qui un’altra scoperta: l’eredità di Salvatore Aldisio esaltata e resa produttiva oltreché bella ed elegante. Al tavolo della presidenza si sono alternati i docenti Fiorella Falci, Carciotta del Fai che hanno parlato di futuro; ovvero cosa programmare affinchè, dopo il disastro petrolio , si possa rinascere.

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In libreria “La figlia del maresciallo”

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E’ un romanzo da leggere tutto ad un fiato, il lavoro scritto dalla comisana Margherita Lanza, dal titolo “La figlia del maresciallo”.

Un’opera coinvolgente che racconta la quotidianità della fotografa forense Adele De Lancia figlia, appunto, di un sottoufficiale dell’Arma, coinvolta nelle indagini scaturite da alcuni brutali omicidi di alcune giovani vittime.

Margherita Lanza, 27 anni, diplomata al Liceo Classico di Siracusa “Gargallo”, è appassionata di scrittura e fotografa e negli ultimi anni ha ricoperto il ruolo di direttore tecnico, regista e fotografa per l’emittente “Prima Tv”.

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Due minuti Due di Maria Concetta Goldini. Le responsabilità che non si cancellano. Segui su www.radiogelaexpress.it

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