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Idea Sicilia entra nel consiglio comunale di Caltanissetta

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Idea Sicilia entra nel consiglio comunale di Caltanissetta con ORIANA MANNELLA che sarà la referente istituzionale dell’Assessore regionale ROBERTO LAGALLA .


Il movimento politico fondato dall’ ex rettore universitario di Palermo e coordinato in provincia di Caltanissetta da ANGELO BELLINA, con la collaborazione di SALVATORE GIGLIA, da il benvenuto alla Consigliera Comunale ORIANA MANNELLA al suo secondo mandato istituzionale.

ORIANA MANNELLA, imprenditrice, impegnata nel sociale e nello sport, alle ultime elezioni regionali ha sostenuto il candidato di IDEA SICILIA, riportando a Caltanissetta un ottimo risultato elettorale e avrà il compito di fare crescere in città assieme al coordinatore cittadino dott. SALVATORE GIGLIA il movimento politico coinvolgendo e aggregando forze sane capaci di organizzarsi in vista dei prossimi appuntamenti elettorali che vedranno IDEA SICILIA presente con i propri candidati per rafforzare l’area moderata di centro, restando lontano dai populismi di destra e di sinistra.


“Ho preso questa decisione – dice ORIANA MANNELLA – per continuare un percorso politico iniziato alcuni anni fa, per l’ amicizia e la stima che nutro nei confronti di Angelo Bellina, per il suo modo di operare e fare politica con assiduo e continuo contatto con il territorio al servizio dei bisogni della gente, che io già ho avuto modo di conoscere, e ovviamente per l’ ottimo lavoro che sta svolgendo l’ Assessore Roberto Lagalla in tutto il territorio Siciliano, un politico e uomo di spessore che gode di stima e credibilità non solo in ambito regionale ma anche a livello nazionale .”

“Ho conosciuto ORIANA MANNELLA – dice Bellina – alcuni anni fa. È stata una mia stretta collaboratrice politica quando ero segretario provinciale dell’UDC e lei ricopriva la carica di Presidente Provinciale, e siamo riusciti assieme ad altri amici dei vari comuni a farlo diventare primo partito in provincia di Caltanissetta.”


“ORIANA MANNELLA – ha concluso il coordinatore provinciale di IDEA SICILIA – è una persona perbene, molto preparata, di provata esperienza politica e molto stimata in città e in provincia, sicuramente una valida risorsa per il nostro movimento politico che continua a crescere sempre di più grazie a nuove adesioni.”


IDEA SICILIA in provincia di Caltanissetta ad oggi è rappresentata da una ventina di consiglieri comunali, cinque assessori, tantissimi ex amministratori e da molti professionisti, tra cui molti giovani validissimi.


A breve in presenza del leader regionale ROBERTO LAGALLA si svolgerà una convention all’interno della quale sarà nominato il direttivo con il Presidente e i vice coordinatori dell’area nord e sud della provincia di Caltanissetta.

“Sono molto soddisfatto – ha tenuto a ribadire l’Assessore LAGALLA – per la esponenziale crescita in qualità e quantità del nostro movimento in tutta la provincia di Caltanissetta. Voglio congratularmi con il mio amico coordinatore provinciale Angelo Bellina per l’ ottimo lavoro finora svolto in provincia.”
“A breve – ha concluso l’Assessore regionale – sarò a San Cataldo per presiedere l’ assemblea provinciale e programmare i prossimi appuntamenti elettorali, dove IDEA SICILIA sarà presente con i suoi candidati.”

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Spaccio e mancata assistenza: assolti due gelesi

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Assoluzioni per due gelesi, in due processi diversi. La Corte d’Appello di Caltanissetta, con una innovativa sentenza ha recepito il recente orientamento Giurisprudenziale della Corte Costituzionale e della Cassazione disponendo nei confronti di R. M. la revoca della sorveglianza speciale di Polizia, disposta dal Tribunale di Caltanissetta a seguito di fatti commessi nel gennaio 2019, relativi a episodi legati allo spaccio di stupefacenti.

Il giudice Martina Scuderoni del Tribunale di Gela ha assolto L.G. dal grave reato di mancata assistenza a seguito di un incidente stradale avvenuto a Gela nel giugno 2018 nella via Settefarine, nonostante la pesante richiesta di condanna avanzata dal Pubblico Ministero.  Entrambi gli imputati erano difesi dagli avvocati Angela Abbate e Ennio Condorelli

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Solidarietà e scuola, il Rotary dona tablet all’istituto “Romagnoli”

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Cinque dispositivi multimediali donati dal Rotary club Gela all’istituto comprensivo “Ettore Romagnoli”. A consegnare i tablet il club di servizio gelese presieduto da Graziano Morso, una donazione che rientra tra le attività intraprese nel corso dell’anno sociale 2020/21 in cui grande attenzione è stata rivolta agli istituti scolastici e alle loro difficoltà nella gestione delle attività didattiche in piena pandemia.

Un piccolo segno di attenzione e sensibilità, da parte di una realtà del territorio, che è stato ben accolto dalla scuola diretta da Antonina Ausilia Uttilla, già più volte impegnata nella condivisione di iniziative e progetti socioculturali. Una cerimonia di consegna sobria, nel rispetto delle norme di sicurezza vigenti, per immortalare un momento di solidarietà e interesse civico nei confronti degli alunni, mentre un anno scolastico lungo e difficile volge ormai al termine.

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Caso Rugolo: la parola ai legali del Vescovo

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A seguito della restrizione agli arresti domiciliari del sacerdote Giuseppe Rugolo e delle numerose ricostruzioni giornalistiche e d’opinione diffuse in questi giorni, nella maggior parte dei casi distorte da elementi non rispondenti al vero riguardanti il ruolo e la condotta del Vescovo della Diocesi di Piazza Armerina, Mons. Rosario Gisana, è la stessa Diocesi a voler fornire elementi di chiarezza all’opinione pubblica, dopo averli già forniti alla Magistratura: elementi che, in un contesto di così profondo turbamento collettivo per una vicenda tanto dolorosa, sono necessari non solo a evitare rappresentazioni mediatiche dei fatti pericolosamente distorte, ma innanzitutto a ribadire che la ricerca della verità e della giustizia, la tutela delle vittime di ogni eventuale reato e la custodia della comunità dei credenti che ne stanno condividendo la sofferenza sono sempre state e restano le priorità di Mons. Gisana, animato dal desiderio che la Chiesa assicuri sempre la massima trasparenza sul proprio operato.

Nel ricordare che Mons. Gisana ha collaborato con gli organi inquirenti sin dal primo momento in cui la giovane vittima e la sua famiglia hanno preso la decisione di sporgere all’Autorità giudiziaria la denuncia sugli abusi, decisione che – è bene precisarlo – apparteneva insindacabilmente solo al diretto interessato, i legali del Vescovo – avvocati Maria Teresa Montalbano e Gabriele Cantaro – precisano che per quanto di sua competenza il Vescovo stesso ha compiuto tempestivamente ognuno dei passi che le circostanze di volta in volta hanno reso necessario. «Sin dalla prima richiesta di colloquio da parte della famiglia, fatta pervenire al Vescovo da parte di un sacerdote della Diocesi nell’agosto 2016, Mons. Gisana si è immediatamente dichiarato disponibile ad ogni forma di ascolto e valutazione», spiegano i legali: «È bene ricordare che solo due anni dopo, nell’ottobre 2018, il giovane interessato, già maggiorenne, ha effettivamente deciso di raccontare al Vescovo la delicata vicenda che aveva vissuto, consentendo a Mons. Gisana di dare immediato avvio all’Investigatio Praevia, secondo le regole del diritto canonico. Essa è stata condotta da Giudici Rotali esterni alla Diocesi, in assoluta indipendenza e con l’audizione dei testi indicati dalle parti. Nonostante la decisione di archiviazione presa dai Giudici in quella sede, Mons. Gisana ha ritenuto comunque di operare un provvedimento di allontanamento nei confronti di Rugolo, con apposito decreto, contenente precise prescrizioni sottoposte alla vigilanza delle autorità ecclesiastiche preposte al suo caso».

Gli avvocati Montalbano e Cantaro ribadiscono inoltre con fermezza che «nessuna offerta di denaro è stata effettuata dal Vescovo al giovane coinvolto, così come ancora falsamente si continua ad insinuare, mentre numerose sono state al contrario le pressioni ricevute da Mons. Gisana da parte dell’avvocato della famiglia per ottenere del denaro. Ovviamente, l’unica disponibilità ad assicurare un sostegno economico da parte della Diocesi sarebbe stata collegata all’eventuale necessità, inizialmente fatta presente dai genitori, di assicurare al giovane il proseguimento di un percorso terapeutico, non certo con carattere risarcitorio e soprattutto con modalità assolutamente trasparenti».

«Mons. Gisana – concludono gli avvocati – ha operato sempre in modo chiaro e per il bene delle persone coinvolte, prima rispettando l’espressa richiesta di massima riservatezza della famiglia per la tutela del giovane e poi, una volta avviata l’indagine della magistratura ordinaria, consegnando immediatamente tutti i documenti alla Procura della Repubblica di Enna, nel cui operato il Vescovo continua a confidare, esprimendo la propria massima fiducia nei percorsi della giustizia».

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