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L'occhio del bello

Quei giorni del luglio 1943 e la Grande Storia che rivive  

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Il mare, in piena notte, illuminato come fosse stato mezzogiorno dalle navi che si avvicinavano alla riva. Le bombe, la difesa della spiaggia, lo sbarco, l’occupazione. Gela fu la prima città d’Europa liberata dal nazifascismo. Nei racconti degli anziani che hanno vissuto quei giorni del luglio 1943 il ricordo di un momento incredibile, tra emozione e commozione: erano bambini, per molti quell’evento così potente e drammatico assomigliava ad un gioco.

Ben presto tornò a Gela il clima assolato di sempre, ma quei giorni lasciarono l’eco della Grande Storia: impossibile dimenticare. Gli scatti resi celebri da mostre e pubblicazioni hanno raccontato l’incontro tra i soldati angloamericani e la nostra gente, che assisteva quasi curiosa al passaggio di un evento rivoluzionario per la storia contemporanea. Il percorso ciclico della storia purtroppo ha sempre riproposto la guerra e i suoi effetti nefasti: accade oggi in Ucraina ma non solo, in tantissime parti del mondo dove ancora si combatte in nome di chissà cosa. Perché la guerra non è mai giusta e ogni vita che finisce è un delitto nei confronti della civiltà.

A Gela come in tutti i luoghi teatro di conflitti morirono migliaia di persone. Si continua a morire così nel mondo. Ai caduti delle guerre dovremmo pensare più spesso, gente come noi che ha visto e vissuto l’orrore. “La morte è una livella”, diceva il grande Totò, la memoria e i sentimenti ci rendono uguali, senza differenze. La Grande Storia, che rivive, continua ad insegnarcelo. Noi, puntualmente, la sua lezione la ignoriamo.  

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Conclusa la Settimana dello scambio, esperienza di crescita grazie ad Intercultura 

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Si è conclusa ieri la Settimana dello scambio organizzata dal locale gruppo di Intercultura insieme all’istituto d’istruzione superiore “Luigi Sturzo” e al Liceo scientifico e linguistico “Elio Vittorini”. Sette giovani provenienti da Cile, Thailandia, Argentina, Colombia e Bolivia sono stati ospitati da altrettante famiglie gelesi, conoscendo e approfondendo usi, costumi e luoghi caratteristici di Gela e dei territori limitrofi.

«È stato uno scambio culturale sotto tutti i punti di vista – spiega la docente Sabrina Buscemi, che insieme alla prof. Daniela Mallia ha coordinato le attività -. I ragazzi ci hanno fatto conoscere la loro cultura sia raccontando aneddoti legati alla loro vita quotidiana sia ad esempio cucinando piatti tipici presso le famiglie ospitanti. Noi invece abbiamo presentato il nostro territorio attraverso la visita alle Mura Timoleontee, al lago Biviere e al Castelluccio».

Spazio poi alla comunicazione con linguaggi universali, come ad esempio la musica, grazie all’esibizione del coro e dell’orchestra del Liceo “Vittorini”, oppure il digitale con la realizzazione di un podcast e il laboratorio di intelligenza artificiale presso l’istituto alberghiero “Sturzo”. Giornate proficue di studio, confronto, dialogo e condivisione che segnano i momenti di un’esperienza di crescita importante per tutti i partecipanti. 

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“Piccoli passi – Aba cup”: lo sport strumento per affrontare la realtà dell’autismo

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Il Blue day per la consapevolezza sull’autismo del 2 aprile e la Giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace del 6 aprile. Due date importanti per due momenti significativi, nella settimana appena trascorsa. Un messaggio preciso: lo sport può essere uno strumento straordinario per costituire reali opportunità di inclusione per ogni diversità.

Così ieri al Riviera Village, i mini tornei di calcio e basket hanno dato vita alla “Piccoli passi – Aba cup”, ideata dallo studio Piccoli Passi Aba e sostenuta da cooperativa Bic, Lions club del golfo di Gela, associazione Ama Filippo Aps, Gela calcio, Minibasket club e Banco digitale.

Tutti in campo, grandi e piccoli, senza distinzioni, senza barriere. Solo il gioco, lo stare insieme, i sorrisi. Perché il Blue day è solo una data, ma certe sfide si affrontano tutti i giorni. E solo affrontandole insieme, in modo strutturato, si possono vincere davvero.

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La Pasqua golosa della cooperativa Carpe Diem nel segno dell’inclusione sociale 

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Dopo il pandoro con la crema artigianale a Natale e i dolci a forma di cuore per San Valentino, anche quella di Pasqua è diventata una festa golosa per l’associazione Il Tempio di Apollo e la cooperativa sociale Carpe Diem.

Con il progetto “Diversamente Simili 2.0”, infatti proseguono le attività formative e lavorative condotte dal gruppo dei giovani adulti, che hanno continuato ad impegnarsi nella vendita solidale delle uova di Pasqua realizzate nel laboratorio di pasticceria condotto da Rosa Scudera.

In ogni confezione, una frase ideata da ciascuno dei ragazzi che prendono parte alle attività fin dalla scorsa estate, quando cominciò ufficialmente il progetto sostenuto dall’Asp di Caltanissetta. Tanti gli incontri per promuovere l’iniziativa con le realtà del territorio e altrettante le uova di Pasqua acquistate da cittadini sensibili al tema che hanno voluto dare il loro contributo.

Alle porte del Blue Day, un segno di continuità progettuale e attenzione agli aspetti inclusivi del mondo associativo che continua ad essere in prima linea per abbattere sia gli stereotipi sociali che le barriere culturali ancora esistenti.

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