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L'occhio del bello

Street art, Collodoro dipinge ad Alassio la storia del Quirinale

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Alassio è una delle mete turistiche più rinomate della riviera ligure. Tra la baia e la collina un percorso di circa tredici chilometri che porta ad un’area in cui si pratica trekking e altre attività sportive che richiamano tanti appassionati. Un grande muro di cinta in cemento armato sovrasta la cittadina e su quel muro, da dieci giorni, l’artista gelese Roberto Collodoro sta realizzando una grande opera di street art dipingendo, su commissione dello stesso comune di Alassio, i volti dei dodici Presidenti della Repubblica. La storia del Quirinale e dei suoi “inquilini”.

Inizialmente Collodoro aveva diviso il muro in tredici blocchi proprio per dipingere anche il volto del nuovo presidente, ma poi ieri è arrivata la rielezione di Sergio Mattarella. Provocatorio il titolo scelto dall’artista per la sua opera, chiamata “Quota rosa”: perché le donne, ha sottolineato Collodoro, restano sempre sullo sfondo nella storia delle istituzioni.

Poteva essere l’elezione della svolta in questo senso, ma non è stato così. Resta la grande pittura murale di Collodoro, che consolida la sua esperienza artistica sempre più apprezzata anche a livello nazionale.

L’opera di Roberto Collodoro

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L'occhio del bello

Lottare su ogni pallone, nonostante tutto. L’esempio dei ragazzi del Gela calcio a 5

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I numeri non consentono interpretazioni ma soltanto prese d’atto. La classifica serve poco anche guardarla, dato che la favola Serie B per il Gela calcio a 5 è destinata a finire dopo un anno (almeno per questa prima, e speriamo non ultima, esperienza). Ma ciò che colpisce di questa squadra, l’abbiamo già scritto e lo scriviamo ancora, è che riesce a tirar fuori il carattere anche nei momenti più difficili.

Ne abbiamo parlato in occasione della sudata e attesissima prima vittoria nella categoria conquistata contro il Bovalino e ne parliamo oggi, all’indomani di un’impresa soltanto sfiorata, quella contro il Morreale che vinceva 1-4 al PalaLivatino ed è stato poi “colpito” dalla rimonta dei padroni di casa.

Una partita infinita, conclusasi sul 4-4 e che i gelesi, con un po’ di fortuna e precisione in più, avrebbero anche potuto vincere. Il manifesto di questa squadra, che nonostante l’ultimo posto in classifica non si arrende e continua ad insegnare cosa vuol dire credere alla maglia, stavolta è lui: Emanuele Cinici è tornato quest’anno alla casa madre, raggiungendo il gruppo con cui è cresciuto. Compirà 35 anni a settembre.

Ieri, indossando la maglia da portiere volante, ha segnato due gol permettendo alla sua squadra di pareggiare e almeno in altre due occasioni sul 4-4 ha sfiorato il gol della vittoria. A fine gara era stremato ma soddisfatto, la soddisfazione di chi sa di aver dato tutto in campo. Perché poi nello sport si può anche vincere e perdere, ma l’importante è aver dato l’anima e messo il cuore su ogni pallone.

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Tra le 99 donne che cambiano il mondo c’è la gelese Sophia Giacchi

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Sono 99 donne che hanno realizzato i loro sogni e scritto la storia, attraverso l’instancabile impegno personale e professionale. Tra loro c’è anche la giovane gelese Sophia Giacchi, product manager di SkinCeuticals. È quanto emerge dal progetto “Changed by women” dell’università Bocconi di Milano.

Il prestigioso ateneo milanese ha selezionato 99 proprie ex studentesse che hanno saputo e voluto lasciare un segno, raccontando le loro vite nel libro intitolato proprio “Changed by women” che verrà presentato il prossimo 8 marzo a Milano. Il nome di Sophia Giacchi accanto a quello di grandi donne, come la politica e attivista Emma Bonino o la rettrice della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, Sabina Nuti.

I suoi brillanti studi, condotti tra Italia e Spagna, la sua determinazione e il carisma fanno di Sophia Giacchi un esempio da seguire: «Perchè se qualcosa non ci sta bene dobbiamo avere il coraggio di cambiare le regole – dice -. Porto dentro il fuoco della mia terra, mi sento siciliana, mi sento greca, e tutto questo mi dà forza ogni giorno».

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“Sensibilizzare contro la discriminazione”: la dislessia non è un limite

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«La sensibilizzazione rompe mura sociali per poter vivere in armonia, contro quella discrimininazione scolastica e lavorativa che a volte ancora si verifica». Sono le parole della presidente nazionale dell’Associazione italiana dislessia, Silvia Lanzafame, che ieri ha preso parte in città ad un incontro organizzato presso la sede dell’associazione Studenti Sorridenti, laboratorio specialistico convenzionato con Aid sezione di Caltanissetta.

All’iniziativa erano presenti anche i referenti territoriali di Aid in Sicilia (come nella foto, scattata prima dell’avvio dei lavori, ndr). Un’opportunità per fare il punto rispetto ad un tema, quello dei Disturbi specifici dell’apprendimento, sul quale finalmente da qualche anno si sta alzando il velo dell’indifferenza.

Si parla delle testimonianze, come quella condivisa ieri proprio dalla presidente Lanzafame che ha sottolineato i passi salienti della sua stessa esperienza: la dislessia non è un limite, ci si può affermare nel mondo della scuola, dell’università, delle professioni. Vedere e valorizzare la diversità come ricchezza è la vera sfida culturale del nostro tempo. Tanto è stato fatto, ma tanto ancora resta da fare.

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